storia

Antonietta De Pace

Antonietta De Pace

Antonietta De Pace, patriota salentina, è stata una importante protagonista del Risorgimento italiano.

Nata a Gallipoli il 2 febbraio 1818, era l’ultima delle quattro figlie del banchiere napoletano Gregorio De Pace e di Luisa Rocci Cerasoli, nobildonna di origine spagnola, appartenente a una famiglia di tendenze anti borboniche, due suoi fratelli avevano preso parte alla Repubblica Napoletana del 1799.

Cresciuta in un ambiente che aveva stimolato la sua formazione culturale e morale, alla morte del padre, assassinato in circostanze misteriose, forse avvelenato da un servitore, venne messa in convento.

Successivamente, era stata accolta nella casa del cognato, Epaminonda Valentino, liberale mazziniano e figura centrale della cospirazione leccese di cui entrò presto a far parte in maniera attiva.

Nel Regno delle Due Sicilie, segnato da repressione politica e controllo poliziesco, aveva maturato una profonda avversione per l’assolutismo borbonico, profondamente corrotto e  ancorato a sistemi semi-feudali.

Stabilitasi a Napoli, era entrata a far parte attiva dei circoli liberali e cospirativi, partecipava all’organizzazione di contatti segreti, alla diffusione di scritti proibiti e al sostegno dei cospiratori perseguitati dalla polizia borbonica.

Nel 1848, travestita da uomo aveva combattuto nelle barricate di via Toledo.

Agendo con lo pseudonimo di Emilia Sforza Loredano, aveva fondato un circolo clandestino femminile che manteneva relazioni con i mazziniani di tutt’Italia, riuscendo a far pervenire ai detenuti politici informazioni sull’andamento degli eventi, oltre a viveri e sostegno.

Nel 1854 venne arrestata dalla polizia borbonica, subì interrogatori e pressioni, senza mai ritrattare le sue convinzioni e accusare i compagni di lotta.

Nel maggio 1859 era stata protagonista di una manifestazione animata dalle donne nel centro di Napoli, rischiando un nuovo arresto.

Trasferitasi a Salerno, il 7 settembre 1860 era rientrata a Napoli con Garibaldi con ventotto ufficiali e solo un’altra donna, Emma Ferretti.

Ha speso gli ultimi anni della sua vita a lottare affinché le donne avessero diritto all’istruzione, è stata anche presidente dell’ispettorato scolastico di Napoli insieme ad Antonietta Poerio.

Si è spenta a Napoli il 4 marzo 1893 a causa di una bronchite cronica.

Oggi il suo nome vive in scuole, strade e associazioni, ma meriterebbe di essere conosciuto molto di più.

Protagonista diretta dell’azione politica, capace di assumersi rischi personali elevatissimi, Antonietta De Pace è stata il simbolo di un Risorgimento poco raccontato, quello delle donne, della cospirazione silenziosa, del coraggio quotidiano, di chi ha combattuto senza essere celebrata.

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