attualitàfemminismimoda

Benedetta Barzini

Benedetta Barzini

Eleganza è vestire ciò che ci va di indossare. Spiego alle ragazze che non devono essere schiave degli stereotipi, perché la taglia 40 sta diventando il burqa delle giovani occidentali.

Benedetta Barzini, modella, giornalista e insegnante, è stata la prima top model italiana  sulla copertina di Vogue.

Nata il 22 settembre 1943 a Porto Santo Stefano, figlia del giornalista e scrittore Luigi Barzini, importante grande firma del Corriere della Sera e di Giannalisa Gianzana Feltrinelli. Sua madre aveva avuto da un’altra relazione il suo fratellastro, Giangiacomo Feltrinelli.

Nel 1963 Benedetta Barzini viene notata dalla contessa Consuelo Crespi, direttrice di Vogue Italia e scopritrice di talenti della moda, che subito invia dei suoi scatti a Diana Vreeland, la più importante giornalista di moda di tutti i tempi e caporedattrice di Vogue America che l’ha voluta subito a New York.

Veniva appellata Exotic Mediterranean, faceva continui servizi di moda. Aveva un’incredibile bellezza, un portamento e una grazia inconfondibili. Indossatrice idolatrata, nessun fotografo e rivista, voleva farsela scappare. Nel novembre 1965 era sulla copertina del primo numero di Vogue Italia ritratta da Irving Penn.

A New York doveva restare dieci giorni, si è trattenuta per cinque anni. Amata molto anche dagli artisti dell’epoca, ha frequentato assiduamente la Factory di Andy Warhol dove ha incontrato Salvador Dalì, che l’ha voluta per impersonare Gala, sua moglie, in una performance in cui si celebrava il loro matrimonio. È stata amica di Roy Lichtenstein, Gerard Malanga, poeta e artista, le ha dedicato diversi lavori tra cui il film In Search of the Miraculous del 1967. Ha frequentato i Kennedy. La carriera di modella al top è stata dal 1963 al 1969, anno in cui ha sposato il regista Roberto Faenza da cui ha avuto due gemelli Caterina (Nini) e Giacomo e con cui si è separata subito dopo la loro nascita.

Tornata in Italia, da madre single con un cognome troppo importante, in aperta opposizione con le regole imposte da una famiglia che l’avrebbe voluta vedere frequentare l’alta società e impegnarsi con uomini ricchi, ha trovato molte difficoltà per impiegarsi. Ha fatto tanti lavori, è stata traduttrice, giornalista, coordinatrice di corsi serali per le donne in fabbrica.

Ha cominciato a studiare e abbracciato la politica. Si è affiliata al Partito Comunista Italiano e praticato il femminismo.

In seguito ha sposato il designer Antonio Barrese da cui ha avuto altri due figli, Irene e Beniamino.

Dal 1996 al 2016 ha insegnato moda e costume in diversi atenei. 

Le vicende della vita, gli obblighi di una società fatta di convenzioni e status sociale, una famiglia originaria distratta se non addirittura inesistente, gli amori che ha sempre rincorso, l’hanno portata a vivere una vita spartana, disordinata, ma piena di luce e cultura, a disinteressarsi dell’apparenza e soprattutto accettare con fierezza i segni del tempo.

Non le è mai piaciuto essere bollata in un ruolo o in un concetto. Ha scelto l’autenticità. Ha continuato, talvolta, a fare la modella ma, rispetto alle sue colleghe, ha permesso che il tempo facesse il suo corso sul suo viso e sul suo corpo. E così è entrata nel mito. Ha posato per le copertine delle più celebrate riviste di tutto il mondo con le rughe ben in evidenza e sempre meno trucco. Si occupa di moda e temi sociali su varie riviste.

È una guerriera inossidabile al fianco delle donne

Sta lavorando sullo “stropicciamento del suo corpo”, sul declino che non va nascosto e che è importante saper mostrare. Estrema come sempre e senza paura di essere attaccata. Ha conosciuto il mondo del fatuo e ha passato la vita a combatterlo con grande determinazione e dall’interno.

You may also like

Comments are closed.

More in attualità