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Rosaria Iazzetta

Rosaria Iazzetta artista
Ph. Beatrice Speranza, 2012

Rosaria Iazzetta è artista e insegnante, un orgoglio tutto partenopeo anche se in realtà appartiene e opera nel mondo intero.

Nata il 22 aprile 1977 è la prima donna a insegnare scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. È stata la prima artista a vincere la borsa di studio per il Giappone, bandita dal ministero degli Affari esteri italiano, e prima italiana a conseguire il master in Arti visive alla Tokyo University of the Arts.

A Tokyo, nel 2002, ha iniziato la sua attività di formatrice presso l’Istituto Italiano di Cultura di Chiyoda. Ha svolto numerosi talk sulla creatività in Italia, Australia, Cina, Thailandia, Nepal e Giappone e esposto le sue opere in mezzo mondo.

Dal 27 giugno al 20 ottobre 2018, per un progetto chiamato Yellow horse evolution, ha fatto un viaggio in moto in solitaria dall’Italia al Giappone. Ha percorso oltre 14.000 km in 118 giorni, partita da Napoli ha raggiunto Morioka a Nord del Giappone, ha attraversato 13 paesi e 54 città per intervistare 59 donne in diversi ambiti culturali per comprendere i limiti politici e sociali che si trovano a vivere.

Ha trovato a Tokyo un humus ideale, per crescere creativamente e poeticamente. Ne ha denunciato l’avanzamento tecnologico a discapito dell’essere umano, il controllo sociale e l’apatia etica. In Italia lavora alla rappresentazione dell’abuso politico e sociale con la scultura e con gigantografie in aree degradate e anche in altre di grande tradizione culturale.

La tematica della sua arte è sempre sociale. È convinta che un’opera debba preoccuparsi dei bisogni della società e rappresentare al meglio gli aspetti difficili non ancora affrontati. Sostiene la creatività libera che consente di affermare gli aspetti più intimi del mondo.

L’idea del viaggio in moto fino al Giappone è nata dal fatto che avendoci lavorato e fatto ricerche sullo stato sociale e sul benessere delle donne, aveva scoperto un alto tasso di suicidi femminili, dovuto a una ancora radicata cultura patriarcale, che impedisce loro di affermarne i diritti pur vivendo in differenti ambiti sociali.

Ha compreso quanto la distanza tra l’Italia e il Giappone fosse enorme, ma certe dinamiche fossero simili.

Ha affrontato un viaggio enorme e difficoltoso per mettere insieme testimonianze e interviste e anelare a diventare uno slancio di coesione per le comunità femminili di tutto il mondo con la necessità di confrontarsi e unirsi in percorsi culturali condivisi. 

Il suo ambizioso progetto è una scultura sociale, un’enorme performance fatta d’incontri e relazioni per portare esempi positivi di resistenza e esistenza. 

In uno stato di mancanza di libertà credo che sia impossibile creare arte e impossibile sentire il piacere del vento in petto quando sei su una moto. Il leit motiv del mio lavoro creativo è tentare di rompere ideologie e penetrare dove normalmente non vi è accesso nella società.

Non avevamo la stessa lingua, non lo stesso lavoro e nemmeno la stessa esperienza di vita, eppure quando parlavamo sentivamo entrambe tutto, nei pianti di certi argomenti, nella commozione ricordando il passato e nell’entusiasmo di un abbraccio che forse non si ripeterà mai più.

Tante persone sconosciute hanno pianto e offerto dei doni, del cibo, del denaro e mi hanno supportato guidandomi in luoghi specifici o semplicemente dandomi indicazioni.

Il mio obiettivo è sempre stato lo stesso: dimostrare il più possibile la forza delle donne, la capacità di credere nei propri sogni senza arrendersi ai soprusi sociali, alle dinamiche culturali e alle problematiche politiche di ogni singolo territorio.

Lo sforzo fisico del viaggio, lo dono a quelle che lottano ogni giorno in silenzio per affermare i propri sogni e alle donne hanno saputo ritagliarsi un ruolo forte nelle arti, in politica, nello sport, nei vari campi della sociologia.

Il 25 febbraio 2021 è uscito il suo libro La creatività come antidoto che ha avuto un immediato successo, risultando bestseller in ben tre categorie di Amazon.

Per troppo tempo si è pensato che i creativi fossero delle persone con caratteristiche particolari; invece è un bene comune, a disposizione di tutti. È la caratteristica che rende uniche le persone e ciò che ci fa fare la differenza. Potrebbe essere un antidoto speciale contro fattori ambientali poco favorevoli.
Capita che chi cresce in una periferia tosta abbia un desiderio di riscatto molto più forte di chi cresce in un ambiente più confortevole. La mancanza di bellezza nelle periferie, si traduce in una necessità di sopravvivenza, che spesso sfocia nell’arte. La bellezza non deve essere a disposizione solo di alcuni, ma di tutti.

Rosaria Iazzetta è un vulcano di idee, progetti, pensieri positivi e motivanti. Ha sempre un sorriso contagioso. Una gran bella persona. Una donna speciale.

 

#unadonnalgiorno

 

 

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