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Nina Berberova scrittrice esule russa

Nina Berberova scrittrice esule russa

Quell’uomo mi ha offerto, una sera, un bellissimo momento di silenzio. Non lo dimenticherò tanto presto. È uno dei miei ricordi migliori dell’anno. C’è chi serba il ricordo delle sue conversazioni, io rammento quel silenzio.

Nina Berberova è stata una scrittrice esule russa che ha scritto numerose raccolte di poesie, romanzi, racconti.

Nata a San Pietroburgo l’8 agosto 1901 da madre russa e padre armeno funzionario del ministero delle finanze, ha lasciato il suo paese nel 1922, temendo per la persecuzione contro gli intellettuali, che il nuovo regime riteneva nemici naturali della Rivoluzione.

Emigrata a Berlino, ha vissuto poi a Parigi fino al 1950, anno in cui si è trasferita negli Stati Uniti, dove nel 1959 prese la cittadinanza e intraprese la carriera accademica prima a Yale e, dal 1963, a Princeton, dove ha lavorato fino al 1971.

La biografia di Čajkovskij, Il ragazzo di vetro, del 1936, è stato uno tra i più interessanti approfondimenti psicologici della tormentata personalità dell’artista. L’autrice che ha esplicitato, per la prima volta, l’omosessualità del compositore, attirò su di sé numerose reazioni polemiche.

La sua autobiografia di scrittrice esule, dal titolo Il corsivo è mio, è stata pubblicata nel 1969.

Nina Berberova è la voce poetante della malinconica vita degli intellettuali emigrati russi. Sensibilità inadatte a integrarsi nella dura realtà di una nuova vita lontana dalla patria, perdute nel sogno di un passato incantato di un paese spesso più immaginato che reale.

In tanti anni di vita è tornata una sola volta in Russia, nel 1989.

È morta il 26 settembre 1993 a Filadelfia.

Nel 1992 Claude Miller ha diretto L’accompagnatrice, film tratto dal suo omonimo romanzo.

 

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