La diversità permette alle organizzazioni di essere più produttive. Diversità di geografia, di background culturale, di genere. Ci sono comprovati effetti positivi anche sull’aspetto economico: le organizzazioni che hanno elementi diversi al loro interno sono le più produttive. Si guardano le cose da più punti di vista, si vede meglio che cosa c’è da fare.
Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica e Chief Diversity Officer dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), si occupa di stelle, di spazio e di diversità.
Parla di astri, di tempo, di tramonti e chissà che, ascoltandola, pure le ragazze, così lontane dalle materie STEM, non si sentano invece attratte. Ci spiega perché è un valore per la società che le giovani donne si dedichino allo studio di scienze, matematica e fisica, materie spesso scelte dai maschi.
Nata nel 1964 a Gaeta, cresce a Roma, in una famiglia dove la curiosità scientifica è qualcosa di naturale. Racconterà spesso che la madre, biologa, sui barattoli della cucina non scriveva “sale” o “zucchero”, ma formule chimiche. Fin da ragazza è attratta dalla Filosofia, dalla Letteratura e dalle grandi domande sull’esistenza, ma sente il bisogno di “spostare il baricentro fuori da sé stessa”. È questo desiderio che la conduce verso la Fisica e, soprattutto, verso la Cosmologia, la disciplina che studia l’universo e il suo tempo misterioso.
Negli anni Ottanta si iscrive a Fisica alla Sapienza Università di Roma e si specializza in astrofisica. Lavora nel Dipartimento di Cosmologia su esperimenti dedicati alla misura dell’anisotropia della radiazione cosmica di fondo, la traccia lasciata dal Big Bang. Per i risultati ottenuti riceve anche la fellowship Amelia Earhart della Zonta International Foundation. In quegli anni comprende che la Fisica non è soltanto formule e calcoli, ma un modo diverso di guardare la realtà. La luce delle stelle che osserviamo oggi è partita migliaia di anni fa; persino il tramonto che vediamo ogni sera è già avvenuto otto minuti prima, il tempo necessario alla luce del Sole per arrivare fino a noi. La Fisica quantistica e la cosmologia aprono così un universo dove il tempo perde il significato abituale e lo stupore diventa il primo strumento della conoscenza.
Tra il 1988 e il 1991 intraprende anche un percorso di dottorato in Economia, studiando gli strumenti economici delle politiche ambientali. Ma proprio nel 1991, a due mesi dalla conclusione della tesi, arriva la chiamata dell’Agenzia Spaziale Europea. Si trasferisce a Parigi e inizia una carriera che la porterà a ricoprire numerosi incarichi strategici nel settore spaziale europeo. Lavora alla definizione delle strategie dell’ESA, contribuisce al programma europeo di esplorazione spaziale, segue il progetto ExoMars dedicato alla ricerca di tracce di vita su Marte e partecipa alla creazione dell’European Space Policy Institute di Vienna. Dal 2002 al 2006 vive anche a Washington, dove è Deputy Head dell’ufficio ESA e cura in particolare le relazioni con la NASA.
Negli anni successivi diventa Chief Diversity Officer dell’ESA, un ruolo attraverso il quale promuove inclusione e valorizzazione dei talenti.
Per Ersilia Vaudo Scarpetta la diversità non è soltanto una questione etica, ma una necessità concreta per innovare. Organizzazioni composte da persone con culture, provenienze geografiche e percorsi differenti sono più creative e produttive perché riescono a osservare i problemi da prospettive diverse. Innovare significa proprio sapersi muovere tra visioni anche lontanissime tra loro.
Dal 2018 la sua voce diventa sempre più importante anche nel dibattito pubblico sulla presenza femminile nelle discipline STEM. Ripete spesso che nessuna bambina dovrebbe sentirsi dire di “non essere portata per la matematica”. Secondo lei il problema nasce molto presto, già negli anni della scuola primaria, quando stereotipi e paure costruiscono un muro di ansia attorno alle materie scientifiche. Eppure, insiste, non esiste alcuna differenza cognitiva tra maschi e femmine. Studiare Fisica significa acquisire “superpoteri”: imparare a ragionare, affrontare l’ignoto e immaginare l’impossibile.
Nel 2021 fonda e presiede l’associazione Il Cielo Itinerante, nata per “portare il cielo dove non arriva”. Con telescopi, laboratori e attività scientifiche, l’associazione raggiunge bambini e bambine che vivono in contesti di disagio educativo, attraversando decine di comuni italiani. Per lei la scienza deve tornare a essere esperienza di meraviglia, scoperta e gioco, perché tutti nasciamo come piccoli esploratori e soltanto crescendo impariamo ad avere paura di sbagliare.
Nel 2022 riceve dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia. Nel 2023 pubblica il libro MIRABILIS, dedicato alle intuizioni scientifiche che hanno cambiato il nostro modo di vedere l’universo, mentre nel 2024 esce un volume pensato per le scuole dal titolo “Perché studiare fisica (non) è complesso”. Continua a vivere a Parigi, da dove racconta il cosmo come un intreccio di scienza, poesia e futuro, convinta che il sapere scientifico sia una straordinaria opportunità intellettuale ed esistenziale.
Innovare è saper spaziare e muoversi tra punti di vista e concezioni delle cose anche molto diversi, anche agli antipodi a volte. L’investimento nello spazio è un investimento produttivo, per ogni euro investito ne ritornano cinque. Le scoperte che si fanno servono, poi, per tanti altri settori.















