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Helen Hulick, in prigione per aver indossato i pantaloni in tribunale

Helen Hulick in carcere per aver indossato pantaloni in tribunale

Ditegli che difenderò i miei diritti. Se mi ordina di mettermi un vestito, non lo farò. Mi piacciono i pantaloni. Sono comodi.

Helen Hulick è stata un’educatrice statunitense che ha applicato terapie innovative e, per l’epoca, rivoluzionarie, nell’insegnamento rivolto a bambine e bambini con problemi di udito e linguaggio, ma è passata alla storia per un episodio legato al proprio diritto di indossare i pantaloni in un’aula di tribunale.

Nata il 27 dicembre 1908 a Easton, in Pennsylvania, si era laureata al Wellesley College e aveva conseguito un dottorato alla Clarke School for the Deaf, specializzandosi nell’insegnamento del linguaggio ai bambini sordi profondi, per poi trasferirsi a insegnare prima in Oregon e successivamente in California.

Il 9 novembre 1938, convocata dal tribunale di Los Angeles come testimone di un furto con scasso subito nel proprio palazzo, si era presentata davanti alla Corte indossando un paio di pantaloni, capo di abbigliamento che allora non era consueto per una donna. Il giudice, Arthur S. Guerin, sospese l’udienza, intimandole di presentarsi la volta successiva con un abbigliamento più femminile.

La donna, che all’epoca aveva ventotto anni, aveva dichiarato senza mezzi termini al Los Angeles Times le parole che l’avrebbero resa celebre.

Il 14 novembre si era ripresentata in tribunale indossando dei pantaloni, questa volta verdi e arancioni, scatenando l’ira del giudice, che si era rivolto a lei dicendo che la volta precedente aveva attirato l’attenzione dei presenti, dei prigionieri e del tribunale più del procedimento in corso, intimandole di tornare il giorno dopo con un abito adatto e minacciandola di impedirle di testimoniare e di punirla per oltraggio alla corte se avesse insistito con i pantaloni.

Helen Hulick non si era certo fatta intimidire e aveva risposto che sarebbe tornata con i pantaloni, sperando che questo potesse aiutare le donne a liberarsi per sempre dagli “anti-pantalonisti”.

Con il supporto del proprio avvocato, che si era portato dietro quattro volumi di citazioni sul diritto di indossare, anche in tribunale, l’abbigliamento desiderato, Helen Hulick, il 15 novembre, si era ripresentata in pantaloni. Il giudice, guardandola con disprezzo, l’aveva condannata a cinque giorni di prigione, dove venne costretta a indossare un vestito di jeans.

Venne rilasciata anticipatamente, mentre il suo avvocato portava la questione davanti alla Corte d’Appello, che di lì a pochi giorni ha sancito il diritto delle donne a indossare i pantaloni anche in un’aula di tribunale.

Il 17 gennaio 1939 Helen Hulick venne convocata di nuovo come testimone sullo stesso furto, e questa volta, dopo la sua vittoria sul giudice e sulla mentalità bacchettona dell’epoca, si era presentata in tribunale con un elegante abito da sera, quasi a sottolineare che ormai la scelta era soltanto sua.

Il giudice Arthur S. Guerin è morto nel 1962, senza che nessuno lo ricordi per aver fatto qualcosa di notevole; Helen Hulick, che in seguito si è sposata assumendo il nome di Helen Beebe, ha continuato a essere ricordata come pioniera della terapia audio-verbale, fondando lo Helen Beebe Speech and Hearing Center, che ha diretto per oltre quarant’anni, e restando attiva nell’Alexander Graham Bell Association for the Deaf e in altre organizzazioni dedicate all’educazione di bambine e bambini sordi.

È morta il 18 marzo 1989, a ottant’anni.

Helen Hulick ha sostenuto un processo ed è andata in prigione, solo per esercitare il suo legittimo diritto di indossare i pantaloni in un’aula di tribunale.

Non fa mai male ricordare alle donne, di qualsiasi età, che tutte le cose che oggi possiamo fare in tranquillità, votare, guidare, lavorare, divorziare, avere un conto in banca, comprare una casa, laurearci, abortire e addirittura indossare i pantaloni, sono il frutto di battaglie fatte in passato.

Battaglie che sono state fatte da donne che ci hanno precedute, che non dobbiamo dimenticare e mai dare per scontate.

 

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