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Ilaria Capua. Questa epidemia ha messo in luce come siamo tutti interconnessi

Ilaria Capua virologa ex politica italiana studia i virus influenzali.
Foto Lapresse/Matteo Corner 28/03/2017 Milano

Ilaria Capua è una virologa ed ex politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali, in particolare, sull’influenza aviaria.

Questa epidemia ha messo in luce come – cosa che sapevamo già – in questo mondo siamo tutti interconnessi. Un fatto che impone di rivedere fin dalla base il nostro concetto di sano e di malato, e anche il nostro modo di affrontare la cura.

Come diceva il matematico e meteorologo americano Edward Lorenz, «Un battito d’ali di farfalla della giungla amazzonica può provocare un uragano sull’Europa».

Una massima che è molto attuale, se si pensa che il coronavirus fino a poco tempo fa si trovava nella giungla cinese e circolava indisturbato nella popolazione di pipistrelli locali.

È stato il nostro intervento, l’azione umana, a tirarlo fuori da quello stato.

Molti animali vengono catturati e venduti per essere consumati secondo alcuni costumi tradizionali. Un fatto che avviene tuttora e che è avvenuto senza che ce ne accorgessimo, per decenni.

Cosa è cambiato? Le megalopoli.

Se il contagio fosse rimasto limitato a un villaggio sperduto nella foresta, non si sarebbe propagato e, soprattutto, non sarebbe diventato una minaccia globale.

Sarebbe rimasto confinato a un gruppo di individui e, con ogni probabilità, si sarebbe risolto nel gruppo in questione.

Le megalopoli hanno amplificato l’area del contagio.

La globalizzazione l’ha estesa a tutto il pianeta. Come pensiamo sia arrivato il virus in Europa? Con l’aereo e l’effetto domino che abbiamo sotto gli occhi, a livello sociale e soprattutto economico, è immenso.

Basti pensare che le emissioni di Co2 in Cina negli ultimi tempi si sono ridotte dal 15 al 40%. Si sono bloccati i trasporti, si sono fermate le industrie.

Le conseguenze sono enormi se intervieni su un ecosistema e, nel caso, lo danneggi, questo troverà un nuovo equilibrio.

Che spesso può avere conseguenze patologiche sugli esseri umani.

Lo si vede con le conseguenze, non volute, dell’impiego su larga scala dei pesticidi, che sono andati a danneggiare la popolazione di api e farfalle. Queste ricadute sull’ambiente raggiungono alla fine, la nostra salute.

Perché noi viviamo in un ambiente chiuso, come se fossimo in un acquario.

La nostra salute dipende per il 20% dalla predisposizione genetica e all’80% dai fattori ambientali.

La cura deve studiare, oltre all’organismo in questione, anche il contesto.

Ilaria Capua è virologa di fama internazionale, esplora percorsi di ricerca antichi e contemporanei che comprendono oltre alla salute dell’uomo, quella delle piante, degli animali e dell’ambiente. 

Nel 2006 ebbe notevole risonanza internazionale la sua decisione di rendere di dominio pubblico la sequenza genica del virus dell’aviaria, che diede il via allo sviluppo della cosiddetta “scienza open-source”,  iniziando a promuovere una campagna internazionale a favore del libero accesso ai dati sulle sequenze genetiche dei virus influenzali.

Ilaria Capua, per oltre 30 anni ha diretto gruppi di ricerca nel campo delle malattie trasmissibili dagli animali all’uomo e del loro potenziale epidemico in laboratori italiani ed esteri.

Nel 2008 la rivista Seed l’ha inserita fra le “menti rivoluzionarie” per esser stata una catalizzatrice di approcci più collaborativi nella ricerca sui virus influenzali promuovendo la condivisione dei dati su piattaforme open access.

Nel 2013 è stata eletta alla Camera dei Deputati dove ha rivestito il ruolo di vice presidente della Commissione Scienza, Cultura ed Istruzione.

Durante il suo mandato è stata travolta da un’indagine giudiziaria rivelatasi infondata.

Dopo essere stata prosciolta si è dimessa da parlamentare e si è trasferita negli Stati Uniti con la sua famiglia.

Oggi dirige il Centro di Eccellenza One Health dell’Università della Florida, centro che promuove l’avanzamento della salute come sistema integrato attraverso approcci interdisciplinari.

Il suo ultimo libro si intitola Salute Circolare.

#unadonnalgiorno

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