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Machi Millaray Huichalaf leader indigena Mapuche

Machi Millaray Huichalaf leader Mapuche che lotta per i suoi territori

Esiste una relazione di reciprocità tra la terra, gli animali e le persone. Essere mapuche significa essere persone con questi valori, essere rispettosi dell’ambiente in cui viviamo, con gli animali, con gli altri esseri umani, essere contro il capitalismo.

Machi Millaray Huichalaf è un’autorità ancestrale e la leader della comunità che oggi difende il fiume Pilmaiquén dalla costruzione di una diga che inonderebbe luoghi sacri per i Mapuche che vi abitavano fin dall’epoca pre-ispanica e che furono prima sfollati dalla colonizzazione spagnola, e successivamente dallo Stato cileno.

Erede di una saggezza data da sua nonna, Machi Millaray Huichalaf ha la responsabilità di proteggere questo luogo e per questo, lei e la sua popolazione sono stati perseguiti e incarcerati.

Dall’alba di domenica 30 giugno, le comunità Mapuche Williche sono schierate lungo l’intera sponda del fiume Pilmaiquén, per proteggere gli spazi cerimoniali di enorme significato culturale e spirituale, minacciati dalla centrale idroelettrica di Los Lagos, dalla centrale idroelettrica di Osorno e dalla centrale di Rucatayo.

La società svedese che dovrebbe costruire la diga è arrivata nell’area e ha cercato di dividere le comunità. Sono andati a “buttare soldi contro le persone”, ha sollevato le comunità giuridiche indigene per negoziare, ha causato la distruzione dello stato di cose precedenti.

La costruzione di quest’opera minaccia un patrimonio culturale che non è mai stato difeso dallo Stato cileno. Anzi, il Cile ha sempre disprezzato la sua eredità indigena, l’intera visione del mondo Mapuche è sconosciuta. In un’epoca in cui prevale la visione economica e commerciale, viene violato qualsiasi patrimonio culturale che si frappone.

Il caso del fiume Pilmaiquén non è diverso da quelli che si sono verificati in altre parti dell’America Latina e del mondo. I/le leader ambientali, che di solito sono anche leader indigeni, sono stati perseguitati, criminalizzati, uccisi e le opere sono eseguite “con la ragione o la forza”. I leader ambientali sono diventati il nuovo “nemico interno”.

Il Cile mostra un volto indifferente, ignorando credenze e tradizioni delle popolazioni native, ponendo lo sviluppo del paese a beneficio e discrezione delle grandi società transnazionali.

Quando inonderanno il Kintuante non esisteremo più, non saremo nemmeno in grado di continuare a essere. Le persone non avranno nessun altro luogo dove esprimersi come Mapuche, non saranno in grado di eseguire i rituali sacri, non potranno continuare a seppellire i morti lì e il percorso che lo spirito ha quando muore sarà completamente interrotto, quella via che abbiamo come Mapuche non esisterà più. Stanno ammazzando le nostre radici.

#unadonnalgiorno

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