La felicità viene dalla capacità di sentire profondamente, di gioire semplicemente, di pensare liberamente, di rischiare la vita, se necessario.
Margaret Storm Jameson, scrittrice e giornalista, suffragetta, pacifista e anti nazista, è stata la prima donna a presiedere la sezione britannica del PEN International, l’associazione mondiale che promuove la cooperazione tra scrittrici e scrittori di tutto il mondo.
Nacque l’8 gennaio 1891 a Whitby, nello Yorkshire, primogenita di una famiglia di costruttori navali. Aveva frequentato la Municipal School di Scarborough, dove aveva vinto una borsa di studio della contea. Tra il 1909 e il 1912 aveva studiato letteratura inglese all’Università di Leeds, scrivendo una tesi su William Blake e laureandosi prima nella sua classe: è stata la prima donna a ottenere un diploma di laurea in inglese in quell’ateneo, con lode. Aveva poi vinto una seconda borsa di studio, anch’essa una prima assoluta per una donna, per proseguire gli studi al King’s College di Londra, dove nel 1914 ha completato una tesi su “Modern Drama in Europe“, pubblicata nel 1920 con ottime recensioni della critica.
Nel 1919 ha lavorato per un anno a Londra come copywriter per una grande agenzia pubblicitaria, oltre a fare la caporedattrice di una piccola rivista.
Tra il 1923 e il 1925 è stata la rappresentante in Inghilterra dell’editore statunitense Alfred A. Knopf. Nello stesso 1919 ha pubblicato il suo primo romanzo, “The Pot Boils“.
Ha continuato a scrivere per tutta la vita, pubblicando oltre quarantacinque romanzi, oltre a racconti, saggi critici, poesie e tre volumi di autobiografia.
È conosciuta soprattutto per la trilogia “Lo specchio nel buio” — “Company Parade” (1934), “Amore a prima vista” (1935) e “Mai guardarsi indietro” (1936) — pubblicata in Italia da Fazi Editore.
Nel settembre 1938 è diventata la prima donna a presiedere la sezione britannica del PEN International, restando in carica fino al 1944, quando problemi di salute l’avevano costretta a ritirarsi; era rimasta comunque vicepresidente del PEN International fino alla morte.
Durante la guerra, come presidente, si era battuta per ottenere visti e raccogliere fondi per gli scrittori in fuga dai Paesi occupati dai nazisti. Quando nel 1940 le persone straniere residenti in Gran Bretagna erano state internate, aveva fatto pressioni, insieme al collega Hermon Ould, per ottenere il rilascio degli scrittori caso per caso.
Nel 1943 l’Università di Leeds le ha conferito una laurea honoris causa in lettere.
Nel 1952 ha scritto l’introduzione all’edizione inglese del Diario di Anna Frank ed è stata delegata al Congresso delle Arti dell’UNESCO.
Negli ultimi anni ha scritto le proprie memorie, pubblicate in due volumi con il titolo “Journey from the North” (1969 e 1970).
Si è spenta il 30 settembre 1986 a Cambridge, all’età di novantacinque anni.
Non riuscirò mai a capire perché gli esseri umani siano così crudeli tra loro.















