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Maria Primachenko

Maria Primachenko artista ucraina

Maria Primachenko è stata una pittrice di arte popolare ucraina, dal coloratissimo stile naïf.

Contadina autodidatta, all’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937, vinse la medaglia d’oro conquistando anche Pablo Picasso che di lei disse “Mi inchino davanti al miracolo artistico di questa brillante ucraina“.

La sua notorietà è stata fortemente legata alla cultura locale, icona di un’epoca, identificabile ben oltre i confini nazionali.

Ha ricevuto numerose onorificenze, nel 1966 fu vincitrice del Premio Nazionale Shevchenko, il più importante riconoscimento per la cultura in Ucraina; alcune sue opere sono state stampate sui francobolli nazionali; le è stato intitolato un piccolo pianeta secondario; nel 2008 fu coniata una moneta commemorativa in suo onore; un anno dopo a Kiev, il viale Likhachev è stato ribattezzato viale Maria Priymachenko e anche nelle città di Brovary, Sumy e Kramatorsk le sono state intitolate delle strade. Il 2009, quando avrebbe dovuto compiere 100 anni, è stato dichiarato dall’UNESCO l’anno di Maria Primachenko.

Nata il 12 gennaio 1908 nel villaggio di Bolotnya, nella regione di Kiev, a soli 30 km da Chernobyl, era figlia di un falegname e di una ricamatrice. In gioventù si ammalò di poliomielite che ne condizionò la mobilità e il carattere.

Iniziò a dipingere casualmente, riproponendo il corredo di immagini tradizionali ereditato dalla madre unito al suo universo favolistico, decorando inizialmente le pareti della propria casa e successivamente quelle dei vicini.

Elementi fitomorfi, animali fantastici e ambientazioni iperdecorate popolavano le opere dell’artista che sviluppò nel corso della sua vita un personalissimo linguaggio, la codifica di un antico simbolismo, una fusione di pagano e cristiano, a cavallo tra leggende popolari, storie di vita e racconti antichi.

Nel 1936, partecipò a un workshop sperimentale al Museo d’arte di Kiev. Nello stesso anno, partecipò alla prima mostra di Arte Popolare Ucraina vincendo il primo premio. Da allora le sue opere iniziarono a essere esposte anche all’estero, a Montreal, Praga, Varsavia, Sofia, fino all’Esposizione internazionale di Parigi nel 1937, dove fu ammirata da Picasso e Chagall.

Attraversò momenti difficili come la carestia degli anni ‘30, il famigerato Holodomor, prodotto delle politiche di Stalin nel quale morirono milioni di connazionali e la perdita del marito durante la Seconda guerra mondiale, unico periodo in cui smise di dipingere.

La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina le conferì, nel 1970, il titolo di Operaia d’Arte onoraria e nel 1988 fu nominata Artista Popolare.

Nel 1994, ricevette il Distintivo d’onore del Presidente dell’Ucraina.

Maria Primachenko morì il 18 agosto 1997 nel suo villaggio natale, che non aveva mai abbandonato.

La sua notorietà ebbe un ennesimo sussulto per un episodio di plagio. Nel 2013 la famosa designer Kristina Isola propose come propria creazione, per la più importante casa tessile finlandese, un motivo decorativo presente in un quadro dell’artista ucraina. Lo scandalo, venuto alla luce dopo le ricerche di un giornalista e la pubblica ammissione di colpa della designer, ebbe notevole risonanza anche perché il pattern in questione appariva sulla coda di alcuni aerei della compagnia Finnair.

La maggior parte delle opere di Maria Primachenko sono conservate al Museo Nazionale di Arte Decorativa Popolare Ucraina.

#unadonnalgiorno

 

Testo di Graziella Melani Geraci

 

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