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Victoria Woodhull

Victoria Woodhull

Victoria Woodhull, leader del movimento per il suffragio femminile, è stata la prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti nel 1872.

È stata anche la prima broker e direttrice di un giornale.

Era nata col nome di Victoria California Claflin nella città di Homer, in Ohio, il 23 settembre 1838, in una famiglia numerosa. Sua madre era una  guaritrice e chiaroveggente che seguiva il movimento spiritualista e suo padre un avvocato truffatore che vendeva pozioni magiche, appartenente al ramo povero della famiglia dell’allora governatore del Massachusetts.

Abusata e maltrattata dal genitore, fu costretta a diventare adulta prima del tempo. Abbandonò la scuola, nonostante fosse un’allieva molto brillante, perché suo padre aveva incendiato il mulino di famiglia per ottenere il risarcimento dell’assicurazione. Costretti a fuggire, costituirono una specie di compagnia itinerante di guaritori e mistici.

Non aveva neppure quindici anni quando Canning Woodhull, un medico impostore che la teneva in cura, la rapì e costrinse a sposarlo, il 20 novembre 1853. Dall’uomo, alcolista che, sempre fuori per lavoro, la tradiva costantemente, ebbe due figli, un maschio con una disabilità e una femmina. Riuscì a lasciarlo ma mantenne il suo cognome. Intorno al 1866 sposò, in seconde nozze, il colonnello James Harvey Blood, reduce della guerra di secessione che era stato sindaco di St. Louis, in Missouri.

Trasferitasi a New York, venne presto in contatto con l’aria di riforme sociali che si respirava nella grande città dopo la guerra civile.

Frequentando i personaggi più importanti della città, conquistò l’ammirazione di Cornelius Vanderbilt, uomo molto influente che la aiutò in una serie di operazioni speculative nel mercato dell’oro.

Nel 1869, aprì, insieme a sua sorella minore, Tennessee Claflin, la prima società femminile di intermediazione di Wall Street, la Woodhull, Claflin & Co.

Insieme, l’anno successivo, coi soldi ricavati come agenti di borsa, furono tra le prime donne del paese a dar vita a un giornale, il settimanale Woodhull and Claflin Weekly. Rivista femminista e rivoluzionaria che trattava argomenti come l’eguaglianza sessuale, l’amore libero, l’educazione sessuale, il vegetarianesimo, il controllo delle nascite, l’occupazione femminile e il diritto di voto. Furono loro a pubblicare, il 30 dicembre 1871, la prima traduzione in inglese, del Manifesto del Partito Comunista di Marx.

Si scagliò contro l’abitudine ipocrita di tollerare e legittimare l’adulterio maschile ma esecrare quello femminile. Era contro il matrimonio per interesse e per legalizzare la prostituzione.

Queste due donne indipendenti, non accompagnate, che gestivano affari alla maniera degli uomini furono oggetto di spregio, discriminazione, pesanti critiche sui giornali del tempo, considerate spregiudicate, immorali, prostitute.

Nonostante ciò, nel 1872, Victoria Woodhull venne scelta dall’Equal Rights Party come candidata per la Casa Bianca. Fu un totale fallimento ma bisogna considerare che le donne ebbero il diritto a votare soltanto nel 1920, quasi cinquant’anni dopo.

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali, venne  arrestata, insieme al marito e alla sorella, per un’inchiesta pubblicata sulle pagine del giornale che dirigeva, che denunciava un caso di adulterio tra il reverendo Henry Ward Beecher e Elizabeth Tilton, moglie di un editore di New York. L’articolo era uscito per evidenziare l’ipocrisia del prelato che aveva criticato pubblicamente le sue idee sull’amore libero e per portare la discriminazione femminile al centro dell’attenzione.

Assolta dopo sei mesi, non aveva potuto partecipare alla campagna elettorale e dare visibilità al suo programma di lotta contro la discriminazione.

Provò a candidarsi ancora, sempre senza successo, e sempre prima che le donne potessero appoggiarla col proprio voto. 

Significativa presenza del movimento socialista, ha fatto parte dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, nota anche come Prima Internazionale, di cui sosteneva gli obiettivi sul suo giornale.

Femminista socialista, in un articolo intitolato Woman Suffrage in the United States del 1896, concluse che “il suffragio è solo una fase della più ampia questione dell’emancipazione delle donne. Più importante è l’ottenimento di una posizione sociale ed economica. L’indipendenza finanziaria delle donne è alla base di un reale cambiamento”.

Nel 1877, dopo aver divorziato dal secondo marito, si trasferì in Inghilterra, durante una conferenza conobbe il banchiere John Biddulph Martin che sposò nel 1883.

Dal 1892 al 1901 ha pubblicato la rivista The Humanitarian che difendeva i diritti delle donne.

Ha fatto parte dell’Automobil Club Femminile ed è stata una delle prime donne a guidare un’automobile in Gran Bretagna.

Si trasferì poi in campagna dove, con l’aiuto di sua figlia e sua sorella, mise su una scuola per bambine e bambini del villaggio che non potevano avere accesso all’istruzione, diventando una sostenitrice della riforma scolastica.

È morta il 9 giugno 1927 a a Bredon’s Norton.

Victoria Woodhull ha osato e si è spinta oltre ogni limite, in campi mai esplorati precedentemente. Si è inimicata molte persone, attraversato paradossi  e contraddizioni.

Una donna dai tanti primati, che ha volto il suo sguardo ben oltre i limiti che i tempi le consentivano. Una rivoluzionaria indomita che ha fatto la storia del movimento femminista.

#unadonnalgiorno

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