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Bastava chiedere! Il libro sul carico mentale delle donne

Emma, bloggere fumettista autrice di Bastava chiedere!

Bastava chiedere!

In un libro il carico mentale delle donne, quel dover sempre pensare a cosa c’è da fare.

L’autrice è Emma, blogger, fumettista (le sue storie sono bestseller da 100.000 copie) e ingegnera informatica francese.

In altre parole si parla della wonder woman insita in ogni donna, disegnata con maestria da Emma, con la giusta dose di ironia, affetto e consapevolezza.

Il sottotitolo continua: “10 storie di femminismo quotidiano”, che sostanzialmente, come racconta la stessa autrice, significa essere stanche.

La gente pensa che i diritti delle donne seguano una progressione naturale e regolare e che dobbiamo solo aspettare, ma è falso. Ogni progresso fatto è il risultato di dure battaglie femministe.

Quelle lotte poi sono state rese invisibili nella storia, così sembra che i cambiamenti siano avvenuti da soli.

Ogni volta che vinciamo su qualcosa, regrediamo su qualcos’altro.

Il sessismo non sparisce, si adatta, cambia, perché la nostra organizzazione economica si basa sul sessismo.

Essere donna oggi significa ancora vivere con il 15% di probabilità di essere stuprata, il 100% di possibilità di essere molestata, avere salari più bassi, fare la maggior parte delle faccende domestiche, dover convivere con dettami estetici come essere magre, senza peli sul corpo, di dover sorridere e molto altro ancora.

Le condizioni delle donne sono migliorate solo in apparenza, ma esistono discriminazioni che non si vedono come il corsetto invisibile (che richiede di prestare attenzione a ciò che si indossa o a come ci si comporta) e il carico mentale.

Dobbiamo lavorare su tutti i livelli:  sull’educazione, sugli stereotipi, sul modo in cui ragazze e ragazzi sono rappresentati in film e libri.

Dobbiamo educare gli insegnanti e i genitori a identificare e combattere i loro pregiudizi.

E comunque, questo non sarà possibile in una società in cui l’unico valore importante è il guadagno.

Non è utopico pensare che tutta l’umanità sia in grado di vivere con dignità.

Dobbiamo solo sbarazzarci degli imperativi del guadagno, della logica del profitto.

Lavorare di meno e produrre cose che durano più di uno o due anni, smettere di produrre e di sprecare cose perché nessuno le ha comprate.

Trascorrere il nostro tempo libero prendendoci cura degli altri/e facendo politica, organizzando la nostra società. Questo non è un mondo fatato, immaginario, è solo un mondo senza ricchi.

Emma si definisce una femminista inclusiva e rivoluzionaria. I suoi disegni hanno contenuto politico che parte da situazioni che ha vissuto di persona, come la violenza ostetrica, il sessismo sul posto di lavoro, la vita dei migranti nelle banlieue o il gaslighting, «questo modo di aggredire una persona e di farle credere che è lei ad aver reagito male».

#unadonnalgiorno

 

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