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Mônica Benício

Mônica Benício compagna di Marielle Franco assassinata nel 2018

La lotta per la giustizia che sto portando avanti non è solo per la mia donna, ma per liberare tutte le donne.

Mônica Benício è un’architetta e urbanista brasiliana, femminista, lesbica e attivista per i diritti umani e per i diritti delle persone LGBTQIA+.

Dal 2021 siede come consigliera comunale a Rio de Janeiro per il Partito Socialismo e Libertà (PSOL), lo stesso partito della sua compagna Marielle Franco, la consigliera assassinata nel 2018 in un omicidio politico rimasto senza colpevoli accertati fino in fondo.

Mônica Benício ha trasformato il proprio lutto pubblico in un impegno istituzionale, portando in Parlamento comunale le stesse battaglie – contro il femminicidio, per la visibilità lesbica, per la tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ – che Marielle Franco aveva cominciato a costruire prima di essere uccisa.

Nata il 1° febbraio 1986 nel Conjunto Esperança, una delle sedici favela del Complesso da Maré, a Rio de Janeiro, è cresciuta in un contesto di violenza quotidiana che ha imparato a riconoscere pienamente solo una volta arrivata all’università.

Ha completato le scuole superiori nel 2004, iscrivendosi al corso pre-universitario comunitario del Centro de Estudos e Ações Solidárias da Maré (Ceasm), un progetto pensato per portare gli abitanti delle favela nelle università pubbliche brasiliane. Da lì è entrata alla Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, dove si è laureata in Architettura e Urbanistica e ha poi conseguito un master con una ricerca dedicata al tema della violenza e del diritto alla città.

Ha conosciuto Marielle Franco nel 2004, durante un viaggio con amiche comuni, erano molto giovani ed entrambe, fino a quel momento, erano state legate sentimentalmente solo a uomini.

Nel 2005 hanno cominciato a frequentarsi e la loro relazione è durata fino al 14 marzo 2018, quando Marielle Franco è stata uccisa a colpi di arma da fuoco a Rio de Janeiro, in un agguato che ha sconvolto il Brasile e il mondo.

Da quel momento, Mônica Benício ha scelto di trasformare il dolore in azione pubblica, diventando un punto di riferimento internazionale nella richiesta di giustizia per l’omicidio della compagna e, più in generale, nella lotta contro la violenza politica ai danni di donne, persone nere e comunità LGBTQIA+ in Brasile.

Nel 2020 si è candidata alle elezioni comunali di Rio de Janeiro con il PSOL ed è stata eletta consigliera con quasi 23mila voti, diventando la prima consigliera apertamente lesbica della città. Nel 2024 è stata rieletta con oltre 25mila voti, ampliando il proprio consenso.

Durante il primo mandato ha presieduto la Commissione Cultura ed è stata membro della Commissione per la Difesa della Donna.

Ha portato a termine una legge, originariamente proposta proprio da Marielle Franco e bocciata nel 2017, che ha istituito la Giornata Municipale della Visibilità Lesbica.

È autrice della legge che ha creato il Programma Municipale di Contrasto al Femminicidio e della legge 7326/2022, che ha istituito un programma comunale di sostegno e accoglienza per le persone LGBTQIA+ in situazione di violenza o vulnerabilità sociale. Ha inoltre proposto un progetto di legge per riconoscere il Pride LGBTQIA+ di Rio de Janeiro come evento di interesse culturale, sociale e storico per la città.

Mônica Benício continua a definirsi, prima di tutto, un’attivista prestata alla politica istituzionale: ricorda spesso che il Brasile resta il paese che uccide più persone LGBTQIA+ al mondo, e che l’occupazione degli spazi di potere da parte di corpi finora marginalizzati – donne, persone nere, comunità queer – è una battaglia ancora tutta da vincere.

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