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Majja Pliseckaja

Majja Pliséckaja

Majja Pliséckaja è stata una delle più importanti danzatrici di tutti i tempi.

Famosi i suoi salti, la schiena flessibile, la forza tecnica e il suo enorme carisma. Le sue lunghe braccia avevano una fluidità che ancora oggi non ha trovato rivali. Prima ballerina assoluta del Bolshoi dal 1960, è stato grazie a lei che nacque il balletto di Carmen.

È nata col nome di Majja Michájlovna Pliséckaja, a Mosca il 20 novembre 1925 in una famiglia con una lunga tradizione artistica. Suo padre era un ingegnere e comunista bielorusso, e sua madre un’attrice cinematografica del clan Messerer, membri del Teatro Bolshoi. Sua zia Sulaif era una delle migliori ballerine dell’Unione Sovietica. Ha iniziato a studiare danza a nove anni, a undici si è esibita per la prima volta nel grande teatro nazionale.

Nel 1938 suo padre venne arrestato e ucciso, e la madre mandata in un campo di lavoro in Kazakistan come moglie di un oppressore del popolo.

La piccola venne adottata dalla zia materna e, dopo essersi diplomata alla scuola di danza, nel 1943, entrò al Bolshoi col grado di prima ballerina. Era dotata di inarrivabile talento, bellezza e grazia.

Nel 1958 è stata insignita del titolo di Artista del popolo dell’URSS e sposò Rodion Ščedrin, musicista che compose per lei le musiche di alcuni balletti come Il gabbiano Anna Karenina che la vide debuttare come coreografa.

Majja Pliseckaja ha determinato un importante cambiamento nel modo di concepire il balletto. Ha brillato come una stella fulgida grazie alla sua impeccabile tecnica e la grande presenza drammatica.

I più importanti coreografi dell’epoca crearono balletti apposta per lei che volle, con grande determinazione, danzare nei panni dell’eroina di Mérimée, Carmen, con la coreografia di Alberto Alonso. Fu suo marito, Rodion Ščedrin ad adattare lo spartito di Bizet.

Negli anni ’80 ha diretto il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma e il Balletto Nazionale Spagnolo a Madrid.

Si ritirò dall’impegno come solista al Bolshoi all’età di 65 anni, nel 1990.

Per il suo settantesimo compleanno si è esibita in Ave Maja, coreografia di Béjart creata apposta per lei.

Dal 1994 ha presieduto la competizione di balletto internazionale intitolata Maja.

Nel 2006, l’imperatore giapponese Akihito le consegnò il Premio Imperiale, considerato il premio Nobel per l’Arte.

Majja Pliseckaja ha scritto una biografia dal titolo Io, Maja Pliseckaja in cui ha descritto le grandi difficoltà vissute sotto il controllo del KGB  che la seguiva dappertutto.

È morta il 2 maggio 2015, a Monaco di Baviera, dove si era trasferita col marito dagli anni ’90.

 

#unadonnalgiorno

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