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Leila Ahmed e il femminismo islamico

Leila Ahmed

Leila Ahmed, femminista, docente e studiosa, specializzata in Islam e studi di genere egiziana con cittadinanza statunitense.

È nota a livello globale per il suo lavoro rivoluzionario sulla visione islamica delle donne e il loro status storico e sociale nel Mondo musulmano.

È nata a Il Cairo nel 1940, da padre egiziano e madre turca. La sua famiglia venne emarginata politicamente in seguito all’affermazione del Movimento degli Ufficiali Liberi nel 1952. Suo padre, ingegnere civile attento all’ecologia, fu uno strenuo oppositore della costruzione della Diga di Assuan.

Ha conseguito il dottorato presso l’Università di Cambridge negli anni ’60 prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Ha avuto la cattedra di Studi sulle donne e studi del Vicino Oriente all’Università del Massachusetts dal 1981.

È stata la prima professoressa di Studi Femministi in ambito religioso a Harvard nel 1999.

Ha passato una vita a studiare le questioni di genere in rapporto all’Islam.

È l’autrice di Women and Gender in Islam, in italiano Oltre il Velo. La Donna nell’Islam da Maometto agli Ayatollah del 1992, analisi storica fondamentale sulla posizione delle donne nelle società musulmane arabe. Nel libro sostiene che le pratiche oppressive a cui sono soggette le donne di quelle aree sono dovute alla prevalenza di interpretazioni patriarcali dell’Islam piuttosto che della religione stessa.

Spiega, attraverso un’accurata ricostruzione storica, come alcune tradizioni legate alla vita delle donne musulmane e la loro subordinazione siano state ereditate dalla cultura bizantina e sassanide, già presenti nel Vicino Oriente nel momento in cui l’Islam nacque e si sviluppò. La sua indagine prosegue fino alla modernità.

Di tutte le immagini femminili che vengono restituite al lettore attraverso questa analisi accurata e originale, quella di A’isha, la moglie favorita del Profeta è, senza dubbio, la più interessante per la sua forza, il coraggio, la ribellione che fa di lei una vera e propria guerriera, molto lontana dal tipo di donna musulmana immaginata in Occidente. Affronta l’argomento dell’istruzione femminile, ricordando le prime donne arabe laureate. Ampio spazio è dedicato anche alla questione del velo e dell’emancipazione femminile attraverso la storia delle femministe arabe e musulmane.

Questo studio pionieristico sulla vita sociale e politica delle donne musulmane ha plasmato un’intera generazione di studiose/i. 

Nella sua autobiografia A Border Passage: From Cairo to America – A Woman’s Journey, del 1999, Leila Ahmed parte dalla sua educazione multiculturale in patria e arriva alla sua vita adulta come immigrata in Europa e poi negli Stati Uniti. Parla della difficoltà, nel mondo occidentale, di conciliare la sua identità egiziana musulmana con i valori occidentali. Di fronte al razzismo e ai pregiudizi anti-musulmani, e dopo aver distrutto le credenze tradizionaliste centrate sull’uomo nella sua stessa cultura, ha provato a sfatare miti e idee sbagliate altrettanto dannosi che l’Occidente aveva sull’Islam e sulle donne musulmane. Descrive il nazionalismo arabo come un tipo di Imperialismo culturale che ha enfatizzato e istituzionalizzato la voce gerarchica di genere e messo a tacere la voce dell’equità e della giustizia.

Attraverso un’accurata indagine storica sulle evoluzioni della religione coranica nei secoli e nelle varie aree in cui si è propagata, propugna che i testi e le istituzioni islamiche debbano essere separate dalla cultura patriarcale e rivalutate in termini di merito, ascoltando la voce dell’uguaglianza e della giustizia. Conclude esortando le femministe, sia musulmane che occidentali, a svolgere questo compito impegnandosi duramente, sfidando e ridefinendo il vasto patrimonio religioso e culturale delle regioni del Medio Oriente.

Nel 2013, ha ricevuto il Grawemeyer Award dall’Università di Louisville per la sua analisi sul “velo” delle donne musulmane negli Stati Uniti.

Leila Ahmed è un’eminente voce del femminismo islamico, acuta e attenta osservatrice della storia e dell’evoluzione dei rapporti sociali e culturali, la sua attuale ricerca si concentra sull’Islam vissuto dalle donne in America.

#unadonnalgiorno

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