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Marisa Paredes

Marisa Paredes

La vita di un’attrice è come una giostra, come la roulette della fortuna. Molti registi si sono fidati di me e sono stata fortunata a fidarmi anch’io di loro.

Marisa Paredes è stata una straordinaria e intensa attrice.

Elegante, talentuosa, appassionata, amata in Spagna e nel mondo, ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti. Nel 2000 è stata presidente della giuria del Festival di Berlino presidente dell’Accademia del Cinema Spagnolo. È stata insignita del Premio nazionale del Cinema nel 1996, della Medaglia d’Oro al Merito delle Belle Arti nel 2007, del Goya d’Onore nel 2018 e del Lorca d’Onore del Festival di Granada nel 2024.

Nata col nome di María Luisa Paredes Bartolomé, il 3 aprile 1946 a Madrid, la sua è stata una storia di riscatto. Era la più giovane di quattro fratelli in una famiglia operaia, ha lasciato presto la scuola e iniziato a lavorare come apprendista sarta. Ma la passione per la recitazione era potente e a soli 14 anni già faceva la comparsa al cinema. Grande il suo amore per il teatro dove ha interpretato tutti i grandi contemporanei e che non ha mai abbandonato nonostante l’intensa attività televisiva prima e cinematografica, poi. 

Il successo è arrivato nel 1980, grazie a Opera Prima di Fernando Trueba prima di diventare una delle attrici preferite di Pedro Almódovar che l’ha diretta in L’indiscreto fascino del peccato, del 1983, Tacchi a spillo del 1991, Il fiore del mio segreto del 1995, che le è valso un Premio Goya, Tutto su mia madre del 1999, che ha ottenuto l’Oscar e il Golden Globe come miglior film straniero, Parla con lei del 2002 e La pelle che abito del 2011. Ha anche fatto parte del cast del film premio Oscar di Roberto Benigni La vita è bella.

Ironica, brillante, intelligente, grande è stato il suo impegno sociale e politico. Da presidente dell’Accademia del Cinema è stata in prima fila contro la guerra in Iraq, l’ultima volta, in novembre 2024 si è esposta pubblicamente per fermare i bombardamenti a Gaza, negli anni ha fatto sentire il suo contributo contro la cultura dell’odio e le guerre, ha manifestato accanto a lavoratori e lavoratrici dello spettacolo e sfilato in piazza per i diritti delle donne e delle persone lgbtq+.

È morta il 17 dicembre 2024 a Madrid a causa di un attacco cardiaco.
Ha lasciato un segno indelebile nella cultura spagnola e nell’immaginario di tutte e tutti noi che abbiamo sognato con i suoi personaggi.

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