Decolonizzare lo sguardo non vuol dire abbassarlo, ma essere in grado di guardare gli altri negli occhi.
Marwa Mahmoud è politica e attivista per i diritti umani. È consigliera comunale a Reggio Emilia dal 2019 e, dal gennaio 2025, assessora alle Politiche Educative e Interculturali della città, prima assessora a indossare l’hijab nella storia dell’amministrazione.
Il suo impegno politico è nato direttamente dalla sua esperienza di cittadina di fatto ma non di diritto, in un paese che per anni le ha negato l’accesso alla cittadinanza italiana nonostante vi fosse cresciuta fin da bambina.
Marwa Mahmoud è nata il 20 luglio 1984 ad Alessandria d’Egitto ed è arrivata a Reggio Emilia con i genitori all’età di quattro anni. A diciotto anni, al termine degli studi, non aveva ancora ottenuto la cittadinanza italiana: proprio questa esclusione – che le ha impedito, tra le altre cose, di svolgere il servizio civile, partecipare al programma Erasmus e ai concorsi pubblici – è diventata il punto di partenza del suo attivismo. Ha lavorato per vent’anni al Centro interculturale Mondinsieme di Reggio Emilia, occupandosi di educazione interculturale, inclusiva e plurale.
Nel 2016, ha fondato il movimento Italiani senza cittadinanza, e in seguito ha co-fondato il Coordinamento nazionale delle nuove generazioni italiane, impegnato a rappresentare le figlie e i figli con background migratorio cresciuti in Italia.
Eletta consigliera comunale a Reggio Emilia, nel 2019, ha presieduto la Commissione “Diritti umani, pari opportunità e relazioni internazionali”.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, nel 2023, l’ha chiamata nella segreteria nazionale del partito per occuparsi di partecipazione e formazione politica, affidandole tra l’altro la creazione di una scuola di istruzione politica nazionale rivolta a giovani da tutta Italia.
Dal gennaio 2025 il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, le ha affidato le deleghe a Scuole e nidi d’infanzia, scuola dell’obbligo, comunità educante, formazione professionale, intercultura e diritti umani.
Marwa Mahmoud ha sempre rifiutato l’idea che una donna con origini straniere debba occuparsi esclusivamente di immigrazione, rivendicando invece il diritto a intervenire sul presente e sul futuro dell’Italia nel suo complesso.
Continua a battersi per la riforma della legge sulla cittadinanza italiana, definendo ingiusto che oltre un milione e mezzo di persone cresciute o nate nel paese ne restino ancora escluse.
Credo nell’affermazione delle donne che sanno connettere mondi differenti.















