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Oda Schottmüller

Oda Schottmüller

Oda Schottmüller, danzatrice tedesca, dallo stile performativo unico e personale che si avvaleva di maschere che costruiva personalmente, venne condannata a morte per la sua militanza e opposizione artistica e culturale al nazismo.

Nata il 9 febbraio 1905 a Posen, era figlia di Dorothea Stenzler e di Kurt Schottmüller archivista che aveva trasferito la famiglia a Danzica per il suo lavoro.

Ebbe un’infanzia travagliata dovuta alla depressione della madre e al divorzio dei genitori. Aveva quattordici anni quando perse il padre, con cui era cresciuta, sua zia, la professoressa Frida Schottmüller, custode del Kaiser-Friedrich Museum e specialista in scultura del Quattrocento divenne la sua tutrice legale.

Dopo essersi diplomata alla scuola progressista di Odenwald, aveva svolto un apprendistato in ceramica e oreficeria a Pforzheim e a Francoforte sul Meno.

A Berlino, aveva studiato scultura con Milly Steger ed era stata allieva delle danzatrici Berthe Trümpy e Vera Skoronel.

Nel 1931 aveva aperto il suo primo atelier di scultura dove costruiva le maschere per le sue performance di danza, sviluppando una propria e inedita estetica grazie alla quale si era esibita, in Germania e all’estero, dal 1934, ottenendo grande successo.

Il suo rapporto con lo scultore comunista Kurt Schumacher l’aveva portata, alla fine degli anni Trenta, a entrare in contatto con il circolo di resistenza attorno a Harro Schulze-Boysen, in cui si discuteva apertamente di questioni artistiche e politiche e si preparavano azioni contro la dittatura nazista.

Il 16 settembre 1942 venne arrestata in seguito a un’inchiesta definita dalla Gestapo Orchestra Rossa (Die Rote Kapelle) con l’accusa di aver messo a disposizione il suo studio per esperimenti radiofonici.

Nonostante questa imputazione non potesse essere provata, il Tribunale Militare del Reich la condannò a morte.

Venne decapitata il 5 agosto 1943 a Berlino-Plötzensee. 

Il suo corpo, consegnato al reparto di anatomia dell’ospedale Charité per scopi di ricerca, non ha mai ricevuto sepoltura.

Geertje Andresenle ha dedicato il libro La ballerina, scultrice e oppositrice nazista Oda Schottmüller, 1905-1943. 

Nel 2016 le è stata dedicata una pietra d’inciampo a Charlottenburg, davanti al suo ultimo studio e, tre anni dopo, una lapide commemorativa nel cimitero di San Matteo a Schöneberg.

Alcuni gioielli che ha realizzato, insieme a oggetti personali, sono conservati presso l’Archivio Tedesco della Danza di Colonia.

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