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Odette Brailly

Odette Brailly

Odette Brailly è stata la più famosa agente dei servizi segreti britannici durante la seconda guerra mondiale e una delle donne più decorate dell’intero conflitto.

Venne insignita della Croce di George, nominata Cavaliere dell’ordine britannico e della Legion d’Onore.

Operò al servizio del S.O.E. (Special Operation Executive) in Francia ed è passata alla storia per i suoi atti eroici.

Nacque ad Amiens il 28 aprile 1912. Suo padre perì nella battaglia di Verdun nel 1918.

Crebbe i un convento dove si distingueva per il suo carattere indomito. A otto anni si ammalò di poliomielite che la rese quasi cieca per molti mesi.

Nel 1931 sposò Roy Patrick Sansom, col quale si trasferì in Inghilterra.

Quando, nel 1939, il marito venne richiamato in guerra, rispose a una richiesta dell’Ammiragliato che invitava chiunque fosse in possesso di cartoline o foto familiari delle coste francesi a inviarle per scopi militari.

Ella spedì le sue foto di Boulogne sur Mer, dove aveva abitato per lungo tempo, insieme a una lettera di accompagnamento in cui spiegava di essere francese e di conoscere bene la zona. Per un errore di indirizzo la lettera finì in mano al SOE, che la contattò proponendole una collaborazione. Fu così che venne reclutata in veste ufficiale di infermiera, per coprire invece il suo vero ruolo di agente segreta.

Non aveva il carattere freddo e impassibile richiesto a un’agente segreta, era anzi considerata una donna impossibile, che non ammetteva mai di poter essere in errore.

La sua prima identità fu quella di Odette Métayer, vedova, di St Raphaël e, col nome in codice di Lisa, ebbe l’incarico di trovare a Auxerre una casa sicura dove stabilirsi per accogliere e aiutare gli agenti di passaggio.

Quando conobbe il capitano Peter Churchill, che era a capo dell’organizzazione Spindle che decise di utilizzarla come corriere, come incaricata del mercato nero per procurare viveri e materiale e per cercare luoghi sicuri dove paracadutare gli agenti.

Nel novembre 1942 i tedeschi occuparono la zona sud della Francia di ‘Vichy’ e le cose si misero male.

Il 16 aprile 1943 venne arrestata dopo una soffiata di un infiltrato nemico.

Rifiutatasi di parlare venne portata a Parigi, al tristemente famoso numero 84 di Avenue Foch, sede dell’SD, il Sicherheitsdients tedesco che si occupava del servizio di spionaggio, dove venne interrogata e torturata per due settimane di fila.

Nella sua biografia racconta che le vennero strappate le unghie dei piedi, che venne bruciata sulla schiena con un ferro rovente e che a torturarla fu sempre un giovane francese, probabilmente malato di mente.

Le spie non erano tutelate dalla Convenzione di Ginevra, non erano prigioniere di guerra, potevano essere giustiziate in qualunque momento.

Nel maggio 1944, dopo più di un anno di detenzione a Fresnes, indebolita e ammalata, venne trasferita in Germania insieme ad altre sette agenti. Era l’operazione ‘Nacht und Nebel’ (Notte e nebbia), dall’opera ‘L’oro del Reno” di Wagner, in cui protagonista si trasformava in una colonna di fumo e spariva. Quel nome era dedicato ai prigionieri politici condannati a morte, la loro divisa nei campi aveva una N.N. segnata sulla schiena: Sparivano senza lasciare traccia

Il 26 luglio Odette Brailly arrivò a Ravensbrück da sola, era stata separata dalle compagne che erano già state uccise tutte. Doveva solo alla sua millantata parentela col primo ministro inglese, il fatto di essere ancora viva.

Questo non le diede alcun vantaggio nel trattamento, viveva lo stress di sapere che ogni mattina poteva essere quella dell’esecuzione, era sola in una cella buia e fredda quasi senza cibo.
Furono particolarmente severi con lei, perché aveva fornito agli inglesi le mappe delle postazioni tedesche nel sud della Francia e aveva favorito lo sbarco del 15 agosto fra Tolone e Cannes.

L’agonia cessò in dicembre, quando venne trovata priva di conoscenza e in fin di vita: fu portata in una cella migliore e con più cibo.

La sconfitta della Germania era vicina e l’ufficiale responsabile della sua detenzione non l’ammazzava soltanto perché riteneva utile tenere in vita una prigioniera importante, in previsione della disfatta, per poter trattare con gli alleati.
Il 1° maggio 1945, questi si consegnò agli americani e le ebbe salva la vita.

Al ritorno a Londra la donna ritrovò Churchill, che era sopravvissuto, impiegò più di un anno per ristabilirsi.

Nel 1946 fu la prima donna ad essere insignita della George Cross, massima onorificenza britannica per i civili. Dopo aver ottenuto il divorzio dal primo marito, sposò Churchill nel 1947, ma divorziarono nel 1955.
In quello stesso anno Odette sposò Geoffrey Hollowes, un altro agente del SOE in Francia.
È morta nel 1995 a 82 anni il 13 marzo 1995, a Walton-on-Thames.

La sua storia ha ispirato il film ‘Odette’, girato nel 1950 ma lei non permise di girare il film a Hollywood, per il timore che venisse falsata la storia e fece da supervisore insieme a Churchill per tutta la durata delle riprese in Europa. Nelle scene girate all’84 di Avenue Foch, chi la conosceva disse che per la prima volta l’aveva vista piangere.

Il film incontrò un grande successo e risultò essere tra i primi quattro al Box Office del 1950.

Alle vicende di Odette e della sua collega Violette Szabo si ispirarono liberamente Larry Collins nel romanzo ‘Fortitude’ e Ken Follet nel suo ‘Le gazze ladre’.

Nel 2012, un francobollo con il suo ritratto è stato pubblicato dalla Royal Mail.

#unadonnalgiorno

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