musica

Patrizia Laquidara

Patrizia Laquidara

Cantare una terra in qualche modo vuol dire abitarla.

Patrizia Laquidara è cantautrice, scrittrice e performer.

Nel suo percorso artistico che attraversa la canzone d’autrice, il teatro e la letteratura, ha tenuto insieme la Sicilia delle origini, il Veneto in cui è cresciuta e il Brasile che le ha cambiato la prospettiva musicale.

Nelle sue canzoni passa dall’italiano al portoghese e si cimenta in vari dialetti della penisola, convinta che l’intreccio di lingue, credenze e suoni sia l’anima stessa della tradizione, non un rischio da cui difendersi. Per lei i miti viaggiano perché viaggiano i popoli, in un processo millenario che nessun nazionalismo può fermare. Le montagne venete le ricordano che i confini esistono per essere oltrepassati, il mare siciliano le ha insegnato l’accoglienza.

È nata a Catania il 29 ottobre 1972, da madre vicentina e padre messinese, e vi ha trascorso i primi anni di vita. Quando andava a fare la spesa alla Piscaria, il mercato del pesce, univa la sua voce di bambina alle grida dei venditori. In quel mondo antico e chiassoso riconosce l’origine della sua passione per la musica popolare. Il trasferimento a Vicenza è stato difficile e per anni l’ha vissuta come un luogo estraneo.

Ha studiato canto all’Accademia Universo di Verona e ha frequentato il corso per autori e interpreti del repertorio tradizionale veneto e lombardo al CET di Toscolano.

A diciannove anni è andata in Brasile. Il primo impatto è stato traumatico. Le profonde ingiustizie e le violenze a cui ha assistito le hanno fatto pensare che non vi sarebbe mai più tornata. Eppure le canzoni di João Gilberto e di Caetano Veloso hanno ispirato il suo primo disco, Para você querido Caé, cantato interamente in portoghese. Da allora il legame con il paese non si è più interrotto.

Con la band Hotel Rif ha attraversato la Spagna da nord a sud, esibendosi in strade, piazze e stazioni della metropolitana.

Il grande pubblico l’ha conosciuta nel 2003 a Sanremo. Nella sezione Nuove Proposte, con Lividi e fiori, ha ottenuto il Premio della critica Mia Martini e il Premio Alex Baroni per la migliore interpretazione. Nello stesso periodo è uscito Indirizzo portoghese, il primo album di inediti, con il duetto con Mario Venuti in Per causa d’amore.

Noite luar, scritta per il film Manuale d’amore, è stata candidata al David di Donatello come migliore canzone originale.

Con l’album Funambola, del 2007, selezionato dal Club Tenco tra i cinque dischi migliori della stagione, ha girato tra Europa, Brasile, Marocco, Giappone e Stati Uniti.

Il canto dell’anguana ha vinto la Targa Tenco 2011 come miglior album in dialetto. In quel lavoro ha messo in musica le poesie di Enio Sartori, scritte nella parlata dell’alto vicentino, sulla creatura mitologica che dà il titolo al disco. In una traccia quei versi si innestano su una taranta dal suono siciliano. È stato un atto liberatorio, un modo per riconoscersi parte di una terra a lungo sentita lontana.

Sette anni più tardi è arrivato C’è qui qualcosa che ti riguarda, un disco prodotto grazie a un crowdfunding e fuori dalle logiche di mercato. Nei suoi quattordici brani esperienze personali e storie di donne diventano universali. Il Cigno (The Great Woman) è stato finalista al Premio Amnesty International Italia – Voci per la Libertà e l’album è tornato tra i cinque finalisti del Tenco.

Nel 2019 le è stato conferito il Premio Maria Carta.

Insegna in conservatorio ed è direttrice artistica del Canto della Sisilla, un festival di musica e teatro che porta la cultura nei piccoli centri delle Piccole Dolomiti.

In teatro ha affiancato Antonella Ruggiero nei musical Storia di Milonga e L’Orco e collaborato con Massimo Carlotto in Cristiani di Allah.

Dal 2023 lavora con Marco Paolini come interprete e compositrice delle musiche di Boomers, Mar de Molada e Bestiario Idrico.

Nel suo primo romanzo, Ti ho vista ieri, premiato in diversi concorsi letterari, ha ripercorso l’infanzia negli anni Settanta, sospesa tra Catania e Vicenza. Racconta i lunghi tragitti su e giù per la penisola in una piccola auto stracarica e le donne della sua famiglia, nonne, bisnonne e trisavole, persone semplici diventate eroine del quotidiano. Dare un nome a quelle antenate, che la storia ufficiale non ha mai registrato, è il gesto politico al cuore del libro. Nel video della canzone omonima vengono chiamate una per una a partecipare a un rito collettivo di trasformazione del dolore. Part delle immagini è stata girata nell’antica fabbrica Saccardo, dove alcune di loro avevano lavorato come operaie.

Da quelle pagine è germogliato Flòrula, album prodotto con Edoardo Piccolo e uscito in due tempi nel 2026. Il titolo, preso dal lessico botanico, indica le specie vegetali che abitano un territorio.

Patrizia Laquidara ne ha fatto la metafora di un ecosistema umano di genealogie, presenze femminili e comunità, aperto a un mondo in cui nessuna persona resta esclusa. È lo stesso messaggio del singolo Nessuno deve restare di fuori, inciso con Giulia Mei, un brano che ha portato la critica a definire il disco profondamente politico.

Definendosi una moderna cantastorie, nei suoi reading-concerto rende omaggio a Rosa Balistreri, che con il suo canto ha dato voce alle ingiustizie subite dalla povera gente e dalle donne di Sicilia.

Dove c’è anche il nostro dolore, lì può nascere qualcosa di nuovo.

You may also like

Dianne Reeves
musica

Dianne Reeves

Non puoi arrivare a giorni migliori se non riesci a superare la notte. ...
Lili Refrain
musica

Lili Refrain

Provare a toccare corde profonde è ciò su cui verte il mio lavoro. ...
Rebecca Clarke
musica

Rebecca Clarke

Preferirei essere considerata una compositrice di sedicesima categoria piuttosto che venire giudicata come ...

Comments are closed.

More in musica

Julien Baker
attualità

Julien Baker

Spesso le piccole cose mi danno speranza quando quelle grandi sembrano così opprimenti ...
Cristina Donà
musica

Cristina Donà

Il senso delle cose si racconta con parole silenziose. Cristina Donà è la ...
Rosalía
musica

Rosalía

Avevo quindici anni quando sono entrata per la prima volta in uno studio ...
Ritratto di donan di Cristofaro Allori, forse Francesca Caccini
musica

Francesca Caccini

Francesca Caccini è stata la prima donna nella storia della musica occidentale a firmare ...