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Pierina Vitali, la partigiana che non parlò nemmeno sotto tortura

Pierina Vitali, la staffetta partigiana che non parlò nemmeno sotto tortura

Pierina Vitali, è stata una coraggiosa staffetta partigiana. Fin da giovanissima, a servizio della Resistenza, faceva da collegamento tra le squadre partigiane in Val Taleggio e Valsassina.

Nel 1944, partecipò alla cattura di un alto ufficiale della Gestapo, Dick. Pochi mesi dopo, era stata mandata a condurre in salvo la moglie di un comandante partigiano, perché c’era un imminente rastrellamento fascista. Portava con sé una lettera di presentazione per la persona che non la conosceva.

Durante il tragitto, venne fermata a un posto di blocco: non aveva nessun documento, perché il suo nome ormai era diventato noto ai fascisti. Condotta in caserma, ridusse la lettera a pezzetti che nascose sotto una mattonella, ma i militari la scoprirono risalendo alla sua identità.

Iniziarono, così, a torturarla: la misero al muro e si divertirono a sparare il più vicino possibile al suo corpo, ma lei non parlava: proseguirono con schiaffi, insulti e minacce.

Venne trasportata al carcere a Monza dove rivide il colonnello Dick che, nel frattempo, era tornato in libertà. Quel giorno la chiamò “la biondina della Val Taleggio” e le propose di passare dalla sua parte, ma lei non accettò. E in cambio ricevette altri insulti e torture.

Dopo qualche giorno venne condotta nella redazione del Corriere della Sera, il suo nome venne pubblicato e lei additata come soggetto pericolosissimo.

Seguì un periodo in carcere a San Vittore. Decisero allora che con lei non c’era niente da fare. Ma ucciderla lì sarebbe stato poco per questa partigiana che non parlava, che resisteva alle torture e li insultava con il suo silenzio. Bisognava andarci giù pesante, quindi, la spedirono in un campo di concentramento. Ma Pierina, durante il viaggio, riuscì a sfondare il finestrino del camion che la stava trasportando e lanciarsi giù in corsa. Camminò per giorni finché riuscì a tornare a casa salva: era il 30 dicembre 1944, due mesi dopo la sua cattura.

Fu così che Pierina riconquistò la libertà. La libertà di tornare a combattere come partigiana. La libertà di vivere una vita da italiana e da donna libera.

Una vita di lotta che si è conclusa il 16 febbraio del 2020, a 96 anni.

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