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Tori Amos

Tori Amos

Ascoltavo un sacco di artisti maschi nelle cosiddette radio alternative e alcuni di loro cantavano di odiare veramente le donne. Ho pensato a quello che gli uomini dicono delle donne e ho voluto costruire una specie di ponte tra questi due universi, pensando che fosse il solo modo per entrare nella testa di questi uomini.

Tori Amos, cantautrice statunitense che ha venduto oltre 12 milioni di dischi, è una delle più importanti figure del rock degli anni novanta.

Compositrice, musicista e produttrice discografica, i suoi testi femministi denunciano le diseguaglianze incanalando tutta la sua grande energia e rabbia in un messaggio di libertà, indipendenza, equità. 

È nata col nome di Myra Ellen Amos, a Newton, North Carolina il 22 agosto 1963. Tori è il soprannome che le verrà dato da un amico e che in giapponese significa ‘uccellino’.

Figlia di un’insegnante di origine cherokee e di un pastore metodista ultraconservatore, è stata una enfant prodige, a tre anni già suonava il pianoforte e a quattro componeva le prime musiche. A cinque anni ha vinto una borsa di studio in uno dei conservatori più prestigiosi d’America.

Giovane e ribelle, preferiva improvvisare al pianoforte le canzoni dei suoi miti piuttosto che eseguire le sonate classiche.

La sua è una storia di contrasti laceranti, tra oppressione religiosa e sesso, morale e trasgressione, amori e rancori, ma anche tra gli studi classici e la sua smania di rock.

Per sfondare nel mondo musicale si era trasferita a Los Angeles. Si esibiva nei locali e dopo un suo concerto ha vissuto un’esperienza terribile che le ha segnato la vita, è stata stuprata.

Nel 1988 ha inciso il suo primo disco che portava il nome della sua band Y Kant Tori Read, un vero flop che spinse la casa discografica a relegarla a piccole collaborazioni. Per pagare l’affitto a Los Angeles, faceva la comparsa al cinema e girava spot televisivi.

Nel 1992 è uscito Little Earthquakes, cinque milioni di copie vendute, nei cui testi sono snocciolati tutti i suoi contrasti, il difficile rapporto con la religione e con il padre, il suo femminismo, lo stupro, la guerra agli stereotipi.

Ha dato un input totalmente innovativo al cantautorato degli anni ‘70 utilizzando il pianoforte come strumento rock. 

Il rapporto con il suo strumento, è diventato famoso grazie alla postura che assume mentre lo suona: gambe divaricate e testa china indietro, come a mimare un rapporto sessuale. 

Compiendo virtuosismi pianistici e vocali eccellenti, ha donato al rock nuove sfumature.

L’anno della sua consacrazione musicale è il 1994 con l’album Under the Pink, che vede protagoniste alcune figure femminili. Il conflitto tra libertà e religione ricorre ossessivamente nei suoi testi. Nel brano God, il rapporto con Dio acquista una provocatoria dimensione fisica. La sua ricerca è passata anche attraverso i miti dell’antichità, ha dedicato un album alla dea del fuoco hawaiana. Spiriti e spettri sono i principali protagonisti delle sue ballate che evocano le ombre dei suoi incubi di bambina.

Le sue fughe di piano sono sempre originali, innovative. I suoi virtuosismi vocali sono sussurri e grida, intonati in un registro fanciullesco.

È stata definita con tanti aggettivi a seconda delle sue attitudini, tante maschere e traiettorie per il suo percorso personale nella musica d’autore che ha prodotto delle magnifiche ballate pianoforte e voce.

Tori Amos ha sempre incantato col minimo degli orpelli.  Una forza emotiva dirompente, frutto di una personalità tanto istintiva quanto complessa e contraddittoria. Cantautrice che non è mai riuscita a separare la vita dall’arte, ha riversato nella musica tutte le proprie angosce cercando, a seconda dei casi, sfogo, espiazione, consolazione, catarsi.

Le sue canzoni, eseguite con una virtuosa tecnica pianistica, sempre più raffinata e ricercata, si fondono e susseguono in un gioco di continui acuti potentissimi e sussurri sensuali.

Anche se a livello commerciale il suo seguito non è più così forte come negli anni ’90, ha continuato a fare tour internazionali, incidere dischi rimanendo una delle più luminose stelle del rock.

 

#unadonnalgiorno

 

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