Il cervello che legge è funzionale e importante per l’esercizio di democrazia. Non è detto certo che chi legge sia sempre e comunque una persona migliore. Ma non dovrebbero esserci dubbi che avere cittadini in grado di riflettere, pensare, decodificare complessità, sia garanzia di una democrazia solida, meno opaca, meno fragile.
Della Passarelli, editrice italiana, è la fondatrice e direttrice editoriale di Sinnos, la casa editrice per giovani nata nel 1990 dentro il carcere di Rebibbia, a Roma.
È la presidente del CIDSI, il Centro Informazioni Detenuti Stranieri in Italia. È stato proprio da quell’esperienza come volontaria, e dall’incontro con un gruppo di detenuti che avevano imparato il mestiere dell’impaginazione, che è nata l’idea di trasformare quel sapere in un progetto editoriale vero e proprio, insieme al cofondatore Antonio Spinelli.
Il primo progetto è stata una collana di libri per l’infanzia, suggerita da un maestro elementare, Vinicio Ongini, che li aveva informati del numero sempre più crescente di bambini e bambine da tutto il mondo che bisognava accogliere anche nella loro lingua madre.
È nata così I Mappamondi, la prima collana bilingue per l’infanzia in Italia, con un’introduzione di Tullio De Mauro. Sono seguite altre collane come Zefiro, curata da Sofia Gallo, e Nomos, dedicata ai diritti costituzionali, aperta da Lorenzo e la Costituzione e proseguita fino a titoli più recenti come Nina e i diritti delle donne e Salvo e le mafie.
La sua casa editrice ha anche ideato un font ad alta leggibilità pensato per rendere la lettura meno faticosa a bambine e bambini dislessici e un’applicazione gratuita per leggerlo su tablet e smartphone.
È inoltre presidente dell’ADEI, l’Associazione degli Editori Indipendenti, e insegna Lingua e Letteratura Italiana all’American University di Roma.
Nel 2023 è stata inserita tra le donne dell’anno per il Corriere della Sera.
Della Passarelli ha trasformato un carcere in una casa editrice e un gruppo di detenuti in editori, dimostrando che i libri, anche quelli più piccoli, possono essere ponti tra mondi che altrimenti non si incontrerebbero mai. Da più di trent’anni continua a scommettere sui margini, quelli da cui, quasi sempre, nascono le storie più necessarie.
Crescere cittadini liberi e pensanti, costruire individui che sappiano praticare la faticosa opportunità della democrazia.















