Ho iniziato a vivere veramente solo adesso.
Yelena Yerjova è stata una viaggiatrice russa originaria della Siberia, diventata un fenomeno virale sui social network per aver girato il mondo da sola, a partire dagli ottantatré anni, zaino in spalla.
Era nata nel 1927 nella regione di Krasnojarsk. A quindici anni, quando la Germania aveva invaso l’Unione Sovietica, lavorava come giovane kolchoziana, poi nei servizi del fronte interno; dopo la guerra aveva contribuito alla ricostruzione del Paese.
Per gran parte della vita non aveva potuto viaggiare: durante l’epoca sovietica i confini erano quasi impossibili da attraversare per una cittadina comune, e i suoi spostamenti si erano limitati a Leningrado, la Lituania e il Kazakistan.
Raggiunta la pensione, Yelena Yerjova ha continuato a mettere da parte i risparmi, circa diecimila rubli al mese. A ottantatré anni ha deciso di realizzare il desiderio rimasto in sospeso per una vita intera: ha lasciato la casa dove aveva sempre vissuto, ha preso uno zaino, un foulard e un bastone, ed è partita da sola.
Nell’arco di circa otto anni ha visitato una quindicina di Paesi, tra cui Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Turchia, Israele, Marocco, Vietnam, Thailandia e Italia. Ha viaggiato in sella a cammelli nel deserto, ha guidato motorette, ha scalato montagne nonostante il bastone e una vista ridotta a un solo occhio.
Nel 2016, durante un viaggio in Vietnam, un’altra viaggiatrice russa, Ekaterina Papina, l’ha notata mentre cercava di spiegare a un cameriere di non volere cibo piccante. Le due hanno fatto amicizia, e Papina ha raccontato la sua storia sui social network.
I nipoti di Yelena Yerjova le hanno aperto un profilo Instagram, “Babushka_1927″, che ha raccolto oltre 170mila follower, rendendola una celebrità di Internet quasi a sua insaputa.
È morta nel 2019. L’ultimo viaggio documentato sul suo profilo è stato a Belokurikha, nei monti Altaj, in Russia; le restava il desiderio, mai realizzato, di visitare il Brasile.















