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Jane Drew

Jane Drew architetta femminista

Ho praticato architettura in un’epoca piena di speranza e ottimismo. In un’epoca in cui sentivamo che i cambiamenti che proponevamo avrebbero trasformato le condizioni di vita e migliorato il mondo. 

Jane Drew, architetta e urbanista, è stata una delle principali esponenti del Modernismo.

Ha progettato edifici in Gran Bretagna, India, Ghana, Nigeria, Iran e Sri Lanka. È stata la prima donna a insegnare architettura a Harvard e al MIT e prima a presiedere l’AA (Architectural Association). È stata anche la prima nel Consiglio del Royal Institute of British Architects.

Nata il 24 marzo 1911 a Thornton Heath nel Surrey, era figlia di un noto designer di strumenti chirurgici e di un’insegnante che ne incoraggiarono la formazione e creatività. Si laureò alla prestigiosa Architectural Association School di Londra nel 1929.

Nel 1933 entrò a far parte del MARS, Modern Architectural Research Group fondato per applicare i concetti del Movimento Moderno rappresentati dall’opera di Le Corbusier sintetizzabili nel concetto di uso dello spazio per l’attività umana piuttosto che la conseguenza di convenzioni stilizzate. Attraverso il gruppo conobbe colui che nel 1942, sarebbe diventato suo marito, Maxwell Fry.

Nei primi anni ’40 aprì uno studio di architettura in cui assumeva soltanto donne con cui progettò alloggi sociali e pubblici. All’epoca c’era molto poco spazio per le architette, la professione era a quasi totale appannaggio degli uomini.

La sua collaborazione col consigliere urbano del governo britannico, aprì le porte del continente africano allo studio fondato col marito, nel 1946, Fry, Drew & Partners, specializzato in mastodontiche opere pubbliche.

Negli anni ’50 la coppia disegnò uno dei loro progetti più iconici, l’Università di Ibadan in Nigeria.

Dopo le grandi costruzioni in Africa, all’inizio degli anni ’50, ricevettero da Nehru, allora presidente dell’India, il prestigioso incarico di costruire la città modello di Chandigarh, per accogliere le migliaia di rifugiati che arrivavano ogni giorno dal Pakistan. Nel più grande progetto utopico del Movimento Moderno, coinvolsero anche Le Corbusier, con cui vissero per tre anni a stretto contatto, per sperimentare nuove forme di design e progettazione di scuole, ospedali, piscine e teatri. Tutte le case, con affitti calmierati, avevano servizi igienici adeguati e la possibilità di accedere all’acqua. Il loro design influenzò la successiva progettazione del subcontinente. La loro collaborazione, non sempre semplice e lineare, diede vita a un’opera passata alla storia dell’architettura.

Jane Drew ha avuto uno stretto legame con l’arte e collaborato con numerosi artisti e artiste del suo tempo. Tra amici e collaboratori ci furono personaggi del calibro di Alvar Aalto, Marcel Duchamp e innumerevoli altri nomi passati alla storia. La sua opera più importante è stata il London Institute of Contemporary Art del 1964, per il quale disegnò anche parte dei mobili, e la Milton Keynes Open University nel Bedfordshire completata nel 1977.

Due anni dopo, la celebre architetta decise di ritirarsi continuando però a insegnare e tenere conferenze in tutto il mondo.

È stata insignita con varie lauree honoris causa e numerose onorificenze. Ha fatto parte del Comitato consultivo della città di Londra per le aree di conservazione e scritto molti libri, è stata la fondatrice dell’annuario di architettura, ha scritto un saggio per avvicinare l’infanzia alla materia e vari compendi sulle architetture tropicali e sul rapporto con l’ambiente, tutti argomenti innovativi per i tempi in cui ha vissuto.

Sette mesi prima della sua morte, è stata nominata Dame of the British Empire.

Si è spenta il 27 luglio del 1996.

Due anni dopo la sua dipartita, è stato istituito il Jane Drew Prize, diventato un prestigioso premio assegnato annualmente dall’Architects’ Journal a chi mostra innovazione, diversità e inclusività nell’architettura.

Il nome di Jane Drew è uno di quelli che sono ben fissati nella storia del design e della progettazione. Ha fatto da apripista a tante donne che hanno intrapreso la professione e resta un punto di riferimento per lo sguardo lungimirante, visionario, ampio e internazionale, che ha conservato per tutto il corso della sua vita.

 

#unadonnalgiorno

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