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Yasmeen Lari

Yasmeen Lari architetta pakistana

Yasmeen Lari è stata la prima donna a diventare architetta in Pakistan e la prima ad aprire il proprio studio.

Pioniera del brutalismo, è passata alla storia come colei che ha insegnato alle persone povere a costruirsi le case da sole.

La sintesi della sua filosofia progettuale risiede nel rispetto e recupero di tecniche tradizionali e materiali naturali, in un sistema strutturale efficiente e razionale, capace di emancipare le persone, coinvolte nei lavori di costruzione.

Una carriera divisa in due parti, per trentasei anni ha progettato edifici imponenti per poi dedicarsi alla realizzazione di migliaia di abitazioni per comunità colpite da disastri ambientali.

La sua è un’architettura a piedi scalzi rispettosa delle abitudini di vita delle comunità locali: bungalow che riprendono forme tradizionali, palafitte in bambù che resistono a inondazioni e terremoti, abitazioni con terrazze adatte a ospitare pollai.

Nata a Dera Ghazi Khan nel 1941, da bambina è stata ispirata dal lavoro del padre che si occupava di progetti di sviluppo con il servizio civile indiano.
Si è laureata alla Oxford School of Technology nel 1964.
Tornata in patria ha dovuto affrontare pregiudizi e difficoltà.
Ha iniziato a lavorare per una società di costruzioni britannica e poi aperto il suo studio, la Lari Associates che l’ha resa celebre in tutto il mondo.
Famosa e prolifica pioniera dell’architettura brutalista, ha costruito imponenti edifici su commissioni statali come la Pakistan State Oil House, il Finance and Trade Center di Karachi e le ABN Amro Bank a Lahore e Karachi.
Parallelamente, ha sperimentato un’architettura che andasse incontro alle esigenze delle fasce meno agiate della popolazione.
Insediamenti informali a emissioni zero di carbonio e resistenti ai terremoti, restauro e conservazione di molti villaggi rurali che hanno contribuito a salvare il patrimonio storico e culturale pakistano.
Nel 1978, a Lahore, ha progettato Anguri Bagh Housing, il primo caso di edilizia popolare del paese e il Lines Area Resettlement, un quartiere diffuso composto da alloggi costruiti autonomamente dai residenti di Karachi.
Nel 2000 ha chiuso il suo studio per occuparsi a tempo pieno della Heritage Foundation Pakistan, fondata nel 1984, per salvaguardare il patrimonio culturale attraverso progetti di natura sociale.
Dopo il terremoto del 2005, ha promosso programmi di formazione per l’autocostruzione 40.000 residenze a zero emissioni, realizzate in bambù, calce e fango.
Con l’aiuto di formatrici a domicilio, ha messo in condizione le donne delle campagne di costruirsi i chulah, cucine all’aperto in terra battuta e calce, il cui progetto ha vinto il World Habitat Award nel 2018.
È stata anche insignita col Fukuoka Prize e il Jane Drew Prize.
Consulente UNESCO è stata eletta tra le 60 donne che hanno contribuito maggiormente agli obiettivi dell’organizzazione.
Nel 2021, il Politecnico di Milano le ha conferito la laurea ad honorem in architettura per aver dedicato la sua vita ai diritti delle persone più indigenti, alle emergenze abitative e alla sostenibilità ambientale.
Il lavoro di Yasmeen Lari, per la ricerca paziente delle tecniche e della forma appropriata che pone con sapienza in relazione le tradizioni locali con uno sguardo sul futuro, è in grado di costituire una nuova idea di bellezza, di utilità, di solidità dell’architettura.
Nel 2023 ha ricevuto la Royal Gold Medal of Honour, la più alta onorificenza del Regno Unito per l’architettura, per l’impegno umanitario di condivisione di soluzioni architettoniche con cui le popolazioni sfollate possono costruire in autonomia e con un basso impatto ecologico.
#unadonnalgiorno

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