Abbiamo bisogno di storie che ispirino, che creino solidarietà e coraggio.
Laura Curino, autrice e attrice, è tra le maggiori interpreti del teatro di narrazione italiano. Tra le più sensibili e impegnate.
Nel suo repertorio, che ricerca legami tra arte e società, alterna testi di nuova drammaturgia e testi classici.
Il tema del lavoro, il punto di vista femminile e l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura.
Direttrice artistica del Teatro Giacosa di Ivrea dal 2015, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Ubu, il Premio Anct – Associazione Nazionale Critici di Teatro, il Premio Hystrio per la drammaturgia, il Premio Anct – Associazione Nazionale Critici di Teatro e il Premio Ipazia Festival dell’Eccellenza al Femminile.
Nata a Torino, il 26 gennaio 1956, negli anni Settanta ha contribuito a fondare il Laboratorio Teatro Settimo, una tra le compagnie più importanti del teatro italiano di innovazione e ricerca.
È stata una delle prime persone in Italia a esplorare il teatro di narrazione, sola, senza orpelli, nello spazio vuoto che riempie con la sua titanica presenza e le sue parole pregne di senso, significato, conoscenza, spaziando in ambiti che toccano il sociale, la storia, la politica, il giornalismo.
Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena ha raccontato la storia di Adriano Olivetti, Enrico Mattei, la strage di Piazza Fontana, Artemisia Gentileschi, Rachel Carson, Margherita Hack, Alfonsina Strada e molte altre ancora.
Ha preso parte a diversi film per cinema e televisione, insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero.
Assistere a un suo spettacolo è un’esperienza rara, le sue narrazioni gentili, ironiche, colte, affascinano le platee catapultando in mondi vicini di cui non si parla mai abbastanza.















