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Mori Mari

Mari Mori

Mori Mari è l’autrice giapponese che, per prima, ha scritto romanzi d’amore omosessuale.

Ha trasformato l’amore tra uomini in una forma d’arte, anticipando l’immaginario del boys’ love e la figura iconica del bishōnen, il “bel ragazzo” fragile e sublime.

In una fase storica e culturale di transizione nella quale la società nipponica si sforzava di riprendersi dalla Seconda guerra mondiale mentre era alle prese con un processo di occidentalizzazione inarrestabile, ha raccontato di relazioni amorose fra uomini, in un intreccio di dinamiche, ombre, segreti e passioni che sfidavano il puritanesimo e i divieti morali della tatemae (vita pubblica), accendendo i riflettori su una honne (vita privata) nella quale gli uomini erano liberi di vivere i propri amori.

Il suo anticonformismo e rifiuto dei valori tradizionali, la sua conoscenza delle culture europee e della letteratura, le hanno permesso di creare quel mondo artistico idealizzato, caratterizzato da sublime bellezza e delicatezza, diventato tipico del genere di manga e animazioni conosciuto come boys’ love o yaoi.

Nata a Tokyo il 7 gennaio 1903, era figlia di Araki Shige e Mori Ōgai, entrambi scrittori che l’avevano allevata in un ambiente colto e lussuoso influenzato dai costumi europei. Dopo un precoce matrimonio, ha vissuto a lungo a Parigi, dove lavorava come traduttrice. 

Nel 1957 ha vinto il Japan Essayist Club Award per una raccolta di saggi chiamata My Father’s Hat.

Col suo romanzo breve del 1961, Koibitotachi no mori (Il bosco degli amanti), per il quale è stata insignita del premio letterario Tamura Toshiko, ha gettato le basi del movimento letterario tanbi shousetsu (romanzi estetici).

Ha trattato l’omosessualità con un tono assolutamente disinvolto mai utilizzato in precedenza. 

Tratto distintivo nelle sue opere è la differenza d’età tra i due protagonisti che spesso sono degli hāfu (persone di etnia mista). Un uomo più anziano, estremamente ricco, potente, saggio che vizia un ragazzo molto più giovane.

Nel 1975 il suo romanzo La stanza piena di dolce miele  (Amai Mitsu no Heya) ha vinto il terzo premio Izumi Kyōka per la letteratura.

Si è spenta a Tokyo il 6 giugno 1987 a causa di un infarto.

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