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Kiran Desai

Kiran Desai

Il presente cambia il passato. Guardandosi indietro non si trova ciò che si è lasciato.

Kiran Desai è stata la più giovane scrittrice della storia a vincere il Booker Prize, il più importante premio letterario britannico, con il suo romanzo The Inheritance of Loss (Eredi della sconfitta), nel 2006.

Nata il 3 settembre 1971 a Nuova Delhi, è figlia della celebre scrittrice Anita Desai e dell’imprenditore Ashvin Desai. Ha trascorso i primi quattordici anni della sua vita in India, tra Delhi, il Punjab e Mumbai, prima di trasferirsi con la madre in Inghilterra e poi negli Stati Uniti.

La rivelazione per la scrittura, come ha affermato, è avvenuta durante un corso tenuto dal saggista Phillip Lopate, al Bennington College, dove si è laureata nel 1993. In seguito, ha proseguito gli studi in scrittura creativa alla Hollins University e poi alla Columbia, dove ha conseguito due master.

Il suo romanzo d’esordio, Hullabaloo in the Guava Orchard, pubblicato nel 1998, le è valso il Betty Trask Award.

Ha impiegato sette anni a scrivere il romanzo successivo, The Inheritance of Loss, ambientato tra le montagne dell’Himalaya e le cucine sotterranee dei ristoranti della Grande Mela. Un racconto che intreccia identità, colonialismo e il costo dell’emigrazione attraverso le vite di una ragazza indiana e di un giovane cuoco clandestino a New York.

Il libro le ha fatto vincere, nel 2006, il Man Booker Prize e il National Book Critics Circle Award.

Negli anni successivi, ha continuato a muoversi tra scrittura e impegno civile. Nel 2008 ha realizzato un reportage su una comunità di lavoratrici del sesso nello stato indiano dell’Andhra Pradesh. L’anno successivo, ha ricevuto la Columbia University Medal for Excellence e, nel 2013, una fellowship della American Academy di Berlino.

Nel 2015 la rivista The Economic Times l’ha inserita tra le venti donne indiane più influenti al mondo.

Dopo vent’anni, nel 2025, ha pubblicato il romanzo The Loneliness of Sonia and Sunny di nuovo candidato al Booker Prize.

Kiran Desai, nella sua scrittura, esplora la solitudine, le radici e le relazioni da un punto di vista contemporaneo.

Il significato di restare e di partire, di sentirsi estranea e a casa in più posti e, più di tutto, tra le righe di un libro, è un tema che aveva già attraversato tutta la sua vita prima ancora di diventare letteratura.

Forse la pienezza si può sentire in modo profondo quanto la perdita?

 

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