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Stefania Filo Speziale la prima architetta napoletana

Stefania Filo Speziale prima architetta napoletana

Stefania Filo Speziale è stata la prima donna laureata in architettura a Napoli e una delle prime in tutta Italia.

Tra le più importanti esponenti del modernismo napoletano, ha progettato il primo grattacielo della città e quello che era, all’epoca, il cinema più grande del paese.

Nata a Napoli nel 1905, si è laureata in architettura nel 1931, un anno dopo la nascita della Scuola Superiore di Architettura sviluppatasi dal Regio Istituto Superiore di Architettura.

Allieva e poi assistente alla cattedra di Marcello Canino ha iniziato la sua carriera proprio nello studio del suo professore.

Nel 1937 ha vinto il concorso per la Mostra d’Oltremare di cui ha progettato alcuni padiglioni e lavorato al loro restauro, nel dopoguerra.

Nel 1945 è entrata a far parte dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.

Impegnata nella ricostruzione della città dai bombardamenti ha contribuito alla realizzazione di interi quartieri IACP, Gescal e INA-Casa.

Nel 1948 ha inaugurato il Cinema Teatro Metropolitan, allora il più capiente d’Italia, nato dalle cave di tufo in cui si rifugiavano gli sfollati durante i bombardamenti del sovrastante Palazzo Cellamare, illustre dimora del XVI secolo che nel corso degli anni ha ospitato personalità del calibro di Goethe, Torquato Tasso, Caravaggio, Basile e Caccioppoli.

Nel 1954 si è associata con i gioavni architetti Carlo Chiurazzi e Giorgio di Simone, insieme hanno progettato il primo grattacielo di Napoli. In pieno centro, a via Medina, l’edificio nacque come sede della Società Cattolica di Assicurazioni, per lungo tempo è stato noto come Jolly Hotel, oggi ospita l’Ambassador’s Palace Hotel.

Per circa trent’anni è rimasta l’unica donna a lavorare e vincere commesse in un ambiente esclusivamente maschile. Ha attuato un’approfondita ricerca sulla difficile relazione tra l’architettura e le naturali caratteristiche della città di Napoli e il suo assetto urbano.

Ha contribuito alla nascita del Rione Traiano, del Complesso Soccavo-Canzanella e dell’Unità d’abitazione Ponti Rossi. Suo è anche il progetto urbanistico dei principali edifici del quartiere Agnano, nel 1953.

È stata docente ordinaria della cattedra di Composizione architettonica, alla Facoltà di Architettura dal 1970 al 1980, quando si è ritirata dalla scena pubblica.

Professionista determinata e dal talento nitido, si era imposta sulla scena architettonica napoletana del secondo dopoguerra, realizzando circa 150 progetti, tra commesse e importanti concorsi che hanno abbracciato tutti i campi.

Di rilievo è stato anche il suo intervento per il Palazzo Della Morte, edificio residenziale terminato nel 1957, che ben manifesta i caratteri di moderna razionalità a cui si ispirava l’architettura napoletana del dopoguerra. Ne ha raccontato la vicenda costruttiva proponendone i disegni tecnici e in prospettiva, elaborati dallo studio.

Nell’urbanistica partenopea, tanto complessa, in cui il moderno era quasi un progetto utopico, eppure i suoi lavori sono stati assorbiti dalla città, ne hanno fatto identità, sono talmente dentro il tessuto che sono stati accettati collettivamente, fanno parte dell’immaginario collettivo.

Prima di morire, nel 1988, a Napoli, la sua città, in un gesto quasi catartico, Stefania Filo Speziale, ha distrutto il suo intero archivio e forse anche per questo la contemporaneità non le riconosce i giusti meriti storici.

 

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