La povertà si può combattere, ma i modelli teorici non bastano. Lavoriamo sul campo.
Esther Duflo è un’economista francese, docente al Massachusetts Institute of Technology.
Nel 2019 ha vinto il Premio Nobel per l’Economia, seconda donna nella storia a riceverlo e la persona più giovane in assoluto a ottenerlo, a quarantasei anni.
È nata a Parigi il 25 ottobre 1972, figlia di una pediatra impegnata nel volontariato per l’infanzia vittima di guerra e di un professore di matematica. Ha studiato storia ed economia, scrivendo una tesi su come l’Unione Sovietica avesse usato i grandi cantieri per fare propaganda, e su come la propaganda, a sua volta, avesse finito per influenzare i cantieri stessi.
Ha studiato all’École Normale Supérieure di Parigi e ha conseguito un master alla Paris School of Economics. Nel 1995 è stata ammessa al dottorato in economia del MIT, dove si è laureata nel 1999. A ventinove anni è diventata professoressa associata, tra le più giovani della facoltà.
Nel 2003 ha co-fondato, insieme al marito Abhijit Banerjee e a Sendhil Mullainathan, il Poverty Action Lab, oggi Abdul Latif Jameel Poverty Action Lab (J-PAL), un centro di ricerca del MIT che applica gli esperimenti randomizzati controllati alla lotta contro la povertà globale. Ha contribuito a spostare la ricerca economica dai soli modelli teorici e matematici all’osservazione diretta sul campo, per capire concretamente i meccanismi che generano la povertà.
Il suo lavoro si è concentrato in particolare su temi microeconomici nei Paesi in via di sviluppo legati alla condizione femminile: relazioni familiari, istruzione, accesso al credito, salute.
Ha scritto, insieme al marito, i libri “Poor Economics” e “Una buona economia per tempi difficili” (Laterza, 2019).
Ha ricevuto, tra gli altri, il titolo di Commendatrice della Legion d’Onore francese nel 2020.
Il 14 ottobre 2019 ha ricevuto il Premio Nobel per l’Economia insieme al marito Abhijit Banerjee e a Michael Kremer, “per il loro approccio sperimentale alla riduzione della povertà globale“.
Dal 2020 a oggi, oltre quattrocento milioni di persone sono state raggiunte da programmi testati da ricercatrici e ricercatori affiliati al J-PAL.
Dal 2024 è anche presidente della Paris School of Economics, oltre a mantenere il proprio incarico al MIT.
La sua ricerca, che è stata capace di cambiare la vita di centinaia di milioni di persone, non è partita dalla teoria su cosa serva alle persone povere, ma è andata a chiederlo direttamente a loro, sul campo.
L’influenza che avrà questo premio ci darà un megafono.















