attivismoculturafemminismi

Laura Corradi

Laura Corradi

Sono una traveller, attivista e studiosa, impegnata nei movimenti femministi, queer e deep ecology, contro la guerra e il razzismo, per la salute e i diritti sociali.

Laura Corradi, sociologa, scrittrice e attivista italiana, è docente di Studi di genere e metodo intersezionale all’Università della Calabria, dove coordina anche il Decolonial Feminist Queer Lab.

È nata a Milano il 27 settembre 1960 e ha avuto, prima della carriera accademica, un passato da operaia alla Fiat. Ha studiato da autodidatta, conseguendo il diploma di maturità a ventidue anni, per poi laurearsi in Scienze Politiche a Padova.

Fin dagli anni Ottanta ha svolto ricerca-azione sulla salute delle lavoratrici e sulla prevenzione delle patologie tumorali e respiratorie legate al degrado ambientale, lavorando nelle comunità etniche a basso reddito, tra persone rifugiate e in contesti indigeni.

Nel 1990, un anno dopo la pubblicazione del saggio che ha coniato il concetto di intersezionalità, Demarginalizing the Intersection of Race and Sex di Kimberlé Crenshaw, si è trasferita alla University of California di Santa Cruz per un dottorato in Sociologia, grazie a due borse di studio e a un invito del sociologo eco-marxista James O’Connor.

Ha insegnato Feminist Theory e Sociology of Sexualities, imparando, con le sue stesse parole, l’attraversamento culturale e delle barriere disciplinari, la pedagogia non autoritaria e l’importanza di intersecare le variabili di classe, genere, razza, etnia, cultura, età, orientamento sessuale, religione, status e abilità diverse nella ricerca sociale.

Rientrata in Italia, ha proseguito la propria attività di ricerca e insegnamento occupandosi di sociologia della salute e dell’ambiente, di studi di genere e di metodo intersezionale.

Ha tenuto conferenze, seminari e workshop in numerosi paesi, dal Canada al Messico, da Cuba all’Iran, dal Libano al Sudafrica, dal Kenya al Giappone, ed è oggi rappresentante eletta dell‘International Sociological Association nell’area di studi sulle donne, oltre a essere autrice o coautrice di una quindicina di libri e di circa ottanta pubblicazioni scientifiche e divulgative.

Nel 2018 ha pubblicato per Mimesis Il femminismo delle zingare. Intersezionalità, alleanze, attivismo di genere e queer, un volume nato dall’urgenza di richiamare l’attenzione su un fenomeno sociale poco conosciuto in Europa e quasi inesistente in Italia, l’attivismo di genere e le lotte femministe nelle comunità rom, sinte e traveller.

Consapevole che in Italia l’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ne vieta l’uso, ha scelto volutamente il termine “zingare” come espressione di fiducia nel potenziale sovversivo di risignificazione delle parole, inteso come atto politico in divenire.

Nel libro sostiene che le donne rom si trovano oggi in un difficile intreccio tra il razzismo e la povertà che colpiscono l’intera comunità e il sessismo che le colpisce direttamente. Per rompere questo circolo propone un approccio intersezionale capace di fare i conti insieme con l’oppressione di classe, di genere e di razza, mettendo in luce le diverse forme di discriminazione a cui le donne rom sono sottoposte.

Nella sua analisi, la comunità rom resta la più demonizzata d’Europa, soggetta a stereotipizzazioni costanti e ripetute, eletta a capro espiatorio dalle politiche neoliberali e dalla crisi economica: l’antiziganismo, scrive, è l’unica forma di razzismo ancora socialmente accettata in Europa.

You may also like

Zelda Sayre
cultura

Zelda Sayre

Non voglio vivere, voglio prima amare, e vivere solo di conseguenza. Zelda Sayre, ...
Irantzu Varela
attivismo

Irantzu Varela

Perché fanno arrabbiare le donne disobbedienti? Perché ogni donna che disobbedisce ti ricorda ...

Comments are closed.

More in attivismo

Lina Prosa
attivismo

Lina Prosa

La scrittura deve creare una nuova visione del mondo, più che una realtà ...