Vita Sackville-West, scrittrice, poeta e botanica, legata al circolo di Bloomsbury, ha attraversato con libertà e passione la vita intellettuale e mondana del suo tempo.
Figura centrale della cultura queer, il suo nome è spesso ricordato insieme a quello di Virginia Woolf, con cui visse una relazione intensa che avrebbe lasciato un segno profondo nella letteratura moderna, ispirando uno dei romanzi più celebri del Novecento, Orlando.
La sua è stata una vita straordinaria e fuori dagli schemi, fatta di libri, viaggi, amori, passioni e giardini destinati a diventare leggenda.
Nacque il 9 marzo 1892 a Knole House, una delle dimore storiche più imponenti d’Inghilterra. Apparteneva a una delle famiglie aristocratiche più antiche del paese, i Sackville.
Fin da giovane sviluppò una forte sensibilità letteraria e un profondo attaccamento alla casa natale. Tuttavia, a causa delle leggi di successione che privilegiavano gli eredi maschi, non poté ereditare la casa di famiglia. Questa perdita fu una ferita mai completamente rimarginata che avrebbe influenzato profondamente la sua immaginazione letteraria. Non a caso, la questione dell’identità, dell’eredità e del genere emerge simbolicamente nel romanzo Orlando, ispirato alla sua figura.
Nel 1913 sposò Harold Nicolson, diplomatico, giornalista, biografo e futuro membro del Parlamento britannico. Il loro matrimonio fu singolare e sorprendentemente moderno per l’epoca.
Entrambi condividevano una visione aperta della relazione coniugale e condussero vite sentimentali parallele, pur mantenendo un forte legame affettivo e intellettuale. Dal matrimonio nacquero due figli, tra cui Nigel Nicolson, che sarebbe diventato scrittore e politico.
Fu proprio Nigel, molti anni dopo, a raccontare con grande franchezza la complessa vita sentimentale dei genitori nel libro Portrait of a Marriage, pubblicato nel 1973.
Ha vissuto numerose relazioni sentimentali, la più importante è stata probabilmente quella con la scrittrice e aristocratica Violet Trefusis. Il loro amore, iniziato durante la Prima guerra mondiale, è stato turbolento e segnato da fughe romantiche e scandali mondani. Insieme fuggirono anche in Francia, mentre i rispettivi mariti tentavano di riportarle a casa.
Questa relazione trovò eco nella narrativa di Vita, in particolare nel romanzo Challenge, scritto inizialmente a quattro mani con Violet e ispirato direttamente alla loro storia.
L’incontro con Virginia Woolf avvenne nel 1922 a una cena organizzata dal cognato, Clive Bell, figura centrale del celebre Bloomsbury Group.
Le prime impressioni furono contrastanti: Woolf annotò nel diario di trovare Vita affascinante ma mondana; Vita invece scrisse subito al marito di essere rimasta colpita dal fascino e dall’intelligenza della scrittrice.
Il loro rapporto si intensificò nel 1925, quando Virginia Woolf trascorse del tempo nella loro casa a Long Barn. Da quel momento nacque una relazione sentimentale e intellettuale destinata a durare anni.
Virginia era affascinata dalla personalità magnetica di Vita, dalla sua bellezza aristocratica e dalla sua energia vitale. Vita, al contrario, vedeva in Woolf un genio letterario capace di una profondità emotiva rara.
Nel 1927 Virginia Woolf annunciò scherzosamente all’amica di voler scrivere un libro su di lei. Da quell’idea nacque Orlando, un personaggio che vive per secoli attraversando epoche diverse e che, a metà del racconto, cambia sesso diventando donna. Uno dei testi più innovativi della letteratura del Novecento per la sua anticipazione delle tematiche di genere e identità.
Vita Sackville-West è stata una scrittrice estremamente prolifica. Ha pubblicato circa venti opere tra romanzi, saggi e poesia, tra cui il poema The Land che vinse nel 1927 il prestigioso Hawthornden Prize.
La sua scrittura era capace di un grande fascino evocativo, soprattutto quando descriveva la natura, le stagioni e la vita rurale inglese.
Oltre alla letteratura, ha coltivato un’altra immensa passione: il giardinaggio.
Nel 1930 lei e il marito acquistarono Sissinghurst Castle, una proprietà semi abbandonata che trasformarono in uno dei giardini più celebri del mondo.
Progettato come una serie di “stanze verdi”, ognuna con una propria identità botanica e cromatica, tra i quali spicca il leggendario White Garden, composto esclusivamente da piante dalle tonalità bianche e argentate, è oggi gestito dal National Trust ed è considerato uno dei giardini più visitati del Regno Unito.
Dal 1946 ha scritto per 15 anni una rubrica di giardinaggio per il quotidiano The Observer, intitolata In Your Garden in cui raccontava tecniche di coltivazione, combinazioni botaniche e riflessioni sulla bellezza della natura.
Questi articoli ebbero un’enorme influenza sull’arte dei giardini inglesi e contribuirono a renderla famosa anche al di fuori dell’ambiente letterario.
Per il suo contributo all’orticoltura ricevette la Veitch Memorial Medal dalla Royal Horticultural Society.
La vita di Vita Sackville-West fu segnata da una costante ricerca di libertà personale.
Aristocratica ma ribelle, viaggiatrice instancabile e amante appassionata, seppe vivere in modo sorprendentemente moderno per il suo tempo. La sua esistenza attraversò mondanità, letteratura, passioni sentimentali e un amore profondo per la natura.
Il figlio Nigel la descrisse con una frase che riassume bene il suo temperamento: Vita era sempre innamorata — di una persona, di un luogo o della vita stessa.
Si è spenta il 2 giugno 1962 nella sua amata dimora nel Kent.
Vita Sackville-West resta una delle figure più affascinanti della cultura britannica del Novecento, tra letteratura, passioni sentimentali e giardini leggendari, la sua vita rappresenta una delle storie più intense e moderne del Novecento.















